Arrestato resta in carcere l'anarchico coinvolto negli scontri al corteo a Genova
La gip Alice Serra ha convalidato l'arresto; l'uomo è accusato di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale
Resta in carcere il 39enne arrestato venerdì mattina a seguito dei disordini scoppiati la sera precedente al termine della manifestazione promossa dall'associazione "Angeli del centro storico" per chiedere maggiori tutele. La convalida dell'arresto e la custodia cautelare in carcere sono state decise dalla gip Alice Serra nell'udienza tenutasi questa mattina nel penitenziario di Marassi.
Gli scontri si sono verificati nella zona della stazione marittima e hanno coinvolto, secondo la ricostruzione dell'ordinanza, circa quaranta anarchici e i partecipanti al corteo. Agenti della Digos erano intervenuti tra i due gruppi; alcuni poliziotti sono stati aggrediti durante gli scontri.
Il gruppo di anarchici era presente in città per commemorare Francesco Carrieri, 42enne morto la sera precedente in un incidente stradale, e si era radunato già dalla mattina al circolo "Il Grimaldello" in via della Maddalena, strada che inizialmente faceva parte del percorso della manifestazione. La Digos aveva convinto gli organizzatori del corteo a non transitare davanti al circolo, ma alcuni anarchici hanno comunque raggiunto più tardi il corteo alla stazione marittima, dando luogo agli scontri.
Il 39enne, assistito dall'avvocato Fabio Sommovigo, è indagato per resistenza e lesioni aggravate a pubblico ufficiale. Nell'ordinanza si riporta che avrebbe colpito con un pugno in volto un funzionario della Digos, provocandogli un trauma cranico con prognosi di sette giorni, e che poco prima avrebbe dato uno schiaffo a una poliziotta. Il pugno sarebbe stato sferrato all'improvviso mentre il funzionario tentava di mediare con i manifestanti.
Pur essendo stato riconosciuto dagli agenti presenti, l'arresto è avvenuto il giorno successivo per ragioni di ordine pubblico: l'ordinanza indica che il fermato era rientrato nel gruppo e un intervento immediato avrebbe potuto scatenare reazioni ulteriori da parte degli altri anarchici. La gip, richiamando lo "scarso autocontrollo" dell'imputato, ha disposto la custodia in carcere su richiesta del pubblico ministero Federico Panichi.
Non sono riportate nell'ordinanza ulteriori decisioni né provvedimenti nei confronti di altri partecipanti agli scontri.