Striscione rimosso alla Daneo: la Questura apre accertamenti, monta la polemica politica e sindacale
Lo striscione «Qui nessun* è stranier*» è stato tolto da agenti in abiti civili e poi restituito; diverse forze politiche e sindacali chiedono chiarimenti
Venerdì 25 settembre, alla scuola Daneo nel centro storico di Genova, alcuni agenti hanno rimosso uno striscione appeso all'esterno con la scritta «Qui nessun* è stranier*», cartello che era stato collocato come risposta alla norma proposta dal governo Meloni per introdurre un tetto di alunni stranieri nelle classi.
La Questura di Genova ha reso noto che gli accertamenti interni sono stati attivati per chiarire l'origine dell'intervento. La rimozione è stata eseguita da personale impiegato nel servizio ordinario di controllo del territorio in abiti civili, dopo una segnalazione proveniente dalla sala operativa della polizia locale. Lo striscione è stato restituito non appena è stato verificato che era stato posizionato dai genitori degli alunni presenti.
Sul posto si sono recate la sindaca di Genova, Silvia Salis, e l'assessora Rita Bruzzone per manifestare vicinanza alla comunità scolastica. La sindaca ha definito grave l'allontanamento del cartello realizzato dai bambini e ha ribadito che alla Daneo, e più in generale a Genova, l'intento è che nessuno si senta escluso.
La segretaria generale del sindacato Flc Cgil, Elena Bruzzese, ha giudicato l'episodio «grave e ingiustificabile» e ha annunciato l'intenzione di sollecitare chiarimenti all'Ufficio scolastico regionale; il sindacato ha inoltre invitato le scuole a esporre banner in favore dell'inclusione e del diritto allo studio.
I parlamentari liguri del Partito Democratico Lorenzo Basso, Valentina Ghio e Alberto Pandolfo hanno annunciato la presentazione di un'interrogazione parlamentare per accertare chi abbia richiesto l'intervento, da quale ufficio sia partita la segnalazione, quali disposizioni siano state impartite agli agenti e su quale motivazione sia stata basata la rimozione dello striscione.
Dal fronte di Rifondazione Comunista, il segretario regionale Jacopo Ricciardi e il segretario provinciale genovese Giovanni Ferretti hanno affermato che non intendono fare passi indietro sui temi della libertà di espressione e del diritto al dissenso.
Il deputato e coordinatore regionale di Fratelli d'Italia, Matteo Rosso, ha difeso le proposte del suo partito volte a limitare le cosiddette «classi-ghetto» e a fissare una soglia del 30% per la presenza di minori stranieri in aula, accusando al contempo una campagna di disinformazione che, secondo lui, avrebbe contribuito all'episodio di Genova; ha inoltre espresso scetticismo sull'attribuzione diretta ai bambini di iniziative ritenute orchestrate dagli adulti.
La Questura ha confermato che gli approfondimenti interni sono in corso; al momento non sono state segnalate ulteriori misure o provvedimenti ufficiali.