Ericsson agli Erzelli: 131 licenziamenti annunciati e tensione dopo il vertice in Prefettura
Sinistra Italiana - AVS e il senatore Tino Magni chiedono chiarimenti e interventi al Governo
Ericsson ha avviato lo scorso 11 settembre una procedura di licenziamento collettivo che riguarda complessivamente 131 dipendenti del sito genovese degli Erzelli: secondo la ricostruzione sindacale e delle forze politiche coinvolte si tratta di 56 impiegati, 64 quadri e 11 dirigenti. L’azienda prevede la chiusura completa del reparto di Ricerca e Sviluppo (R&D) Ottica e il forte ridimensionamento di altre attività correlate.
La segreteria provinciale di Sinistra Italiana - Alleanza Verdi e Sinistra ha commentato il confronto, definito teso, che si è tenuto ieri in Prefettura sulla vertenza Ericsson. Il gruppo politico ha sottolineato che negli anni sono stati destinati decine di milioni di euro di fondi pubblici per sostenere ricerca e lavoro agli Erzelli e ha evidenziato il forte impatto occupazionale della decisione aziendale.
Secondo quanto riferito dalla stessa segreteria, durante il vertice in Prefettura Ericsson avrebbe chiesto l’allontanamento dei rappresentanti del Comune di Genova e della Regione Liguria e ha confermato la propria contrarietà all’utilizzo di ammortizzatori sociali per congelare i tagli al personale.
Sulla vicenda è intervenuto anche il senatore di Alleanza Verdi e Sinistra Tino Magni, che ha presentato un’interrogazione parlamentare formale ai ministri delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, e del Lavoro, Marina Calderone. La segreteria di Sinistra Italiana - AVS Genova ha dichiarato di essersi attivata a livello parlamentare per chiedere al Governo misure di tutela per le lavoratrici e i lavoratori e per chiarire il futuro del settore.
La vicenda lascia il sito degli Erzelli in una fase di forte incertezza: le parti coinvolte chiedono ora risposte sul fronte occupazionale e sulla gestione degli investimenti pubblici destinati alla ricerca e alle telecomunicazioni nel territorio genovese.