Centro storico di Genova, un centinaio in piazza per chiedere più sicurezza
Il corteo degli 'Angeli del centro storico' ha attraversato i vicoli fino alla Stazione Marittima; il collettivo Centro storico 124 si è dissociato.
Il 24 settembre 2026 gli 'Angeli del centro storico' hanno promosso una passeggiata tra i vicoli di Genova a cui hanno preso parte circa un centinaio di persone. L'iniziativa, la seconda del gruppo dopo quella del 4 luglio, aveva l'obiettivo di richiamare l'attenzione su sicurezza, vivibilità e degrado nell'area storica.
Il corteo è partito da piazza Caricamento, davanti a Palazzo San Giorgio, e ha seguito un percorso che ha toccato piazza Banchi, piazza delle Vigne, via della Maddalena, via San Luca, via del Campo, piazza Don Gallo, il ghetto, via Pré e piazza della Commenda, con arrivo alla Stazione Marittima, a ponte dei Mille.
I partecipanti hanno portato all'attenzione pubblica le criticità segnalate da residenti e commercianti, citando la presenza di spaccio, episodi di microcriminalità e il degrado urbano, e chiedendo una presenza più costante delle forze dell'ordine. Lo slogan della manifestazione era "No al degrado, per la sicurezza e la vivibilità"; la maggior parte dei partecipanti ha indossato una maglietta o una camicia bianca su indicazione degli organizzatori.
Alla passeggiata erano presenti esponenti politici e amministrativi: l'ex assessore alla sicurezza Sergio Gambino; il consigliere comunale della Lega Alessio Bevilacqua; i consiglieri di Fratelli d'Italia Alessandra Bianchi, Valeriano Vacalebre e Nicholas Gandolfo; Lorenzo Pellerano e Ilaria Cavo di Noi Moderati, quest'ultima indicata anche come deputato. Ha partecipato inoltre Alice Salvatore, ex consigliera regionale del Movimento 5 Stelle e poi fondatrice del movimento 'Il Buonsenso'. Tra i manifestanti si sono segnalati anche alcuni rappresentanti della comunità bengalese genovese che hanno espresso posizione contraria al degrado e allo spaccio.
Nelle ore precedenti l'evento il collettivo Centro storico 124 aveva preso le distanze dalla passeggiata: alla Maddalena è stato esposto uno striscione con la scritta "La droga vive nell'abbandono, il proibizionismo la nasconde" e, in un post su Instagram, il collettivo ha definito l'iniziativa una risposta "puramente securitaria e repressiva", sottolineando invece le responsabilità dell'abbandono istituzionale e problemi sociali ed economici come sanità pubblica, edilizia popolare, trasporto pubblico, precarietà lavorativa e turistificazione.
La manifestazione riprende temi già affrontati recentemente dall'editoria locale: GenovaToday ha dedicato questa settimana una sezione Dossier sulla microcriminalità, con una mappa delle strade più a rischio e un'analisi delle rapine e degli scippi registrati a Genova negli ultimi tre anni.