Genova · 24 Settembre 2026

Striscione alla Maddalena, Centro storico 124 contrappone la propria posizione alla 'passeggiata degli Angeli'

Il collettivo critica la risposta securitaria e cita carenze nei servizi pubblici e alloggi vuoti

Alla Maddalena, nel cuore del centro storico genovese, è apparso nelle scorse ore uno striscione recante la scritta: "La droga vive nell'abbandono, il proibizionismo la nasconde". L'affissione è stata firmata dal collettivo Centro storico 124 e arriva poche ore prima della seconda passeggiata promossa dagli "Angeli del centro storico".

Il gruppo degli Angeli del centro storico, composto da cittadini che chiedono maggiori misure di sicurezza e un presidio delle forze dell'ordine, organizza l'iniziativa dopo la prima manifestazione dello scorso 4 luglio. Centro storico 124, con un post su Instagram, ha annunciato di prendere nettamente le distanze dal corteo.

Nel post il collettivo sostiene che "la militarizzazione ha già fallito" e richiama dati e condizioni a supporto della propria posizione, citando una concentrazione di forze dell'ordine stimata in 1 agente ogni 150-200 abitanti rispetto a una media nazionale di 1 ogni 250 e una presenza diffusa di telecamere, ma affermando che ciò non ha ridotto la percezione di insicurezza nel quartiere.

Secondo Centro storico 124, le cause del degrado vanno ricercate nell'abbandono delle istituzioni più che in presunte responsabilità di singoli o di persone straniere. Nel post il collettivo elenca problemi che considera strutturali: la situazione della sanità pubblica (con oltre 90 giorni di attesa per una Tac), più di 2.000 alloggi popolari vuoti, tagli al servizio di trasporto Amt, precarietà salariale e politiche che favoriscono la turistificazione di massa, come Airbnb e le crociere.

Il collettivo propone come risposta alla questione della sicurezza la ricostruzione del tessuto sociale: un quartiere sicuro, scrivono, è quello vivace, solidale e inclusivo, animato da persone per strada, comunità che cooperano e negozi di vicinato aperti. Centro storico 124 conclude rifiutando la "retorica dell'odio", ogni forma di discriminazione e chiunque tenti di speculare sulle paure dei cittadini, e afferma che i membri del collettivo saranno presenti nei loro luoghi e nelle loro strade.

Fonte: Raccontiamo Genova

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