Depositi chimici di Multedo, scontro tra sindacati e Comune sulle ipotesi di delocalizzazione
Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec contestano le proposte; Tursi difende la presenza politica e il dialogo con l'Autorità portuale
Lo scontro sul futuro dei depositi chimici Carmagnani e Superba a Multedo si è riacceso dopo l'incontro tenutosi mercoledì mattina tra i rappresentanti dei lavoratori e l'amministrazione comunale. Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil hanno giudicato insoddisfacenti le risposte ricevute e hanno annunciato che chiederanno a breve un confronto con l'Autorità di sistema portuale.
I sindacati hanno segnalato anche criticità procedurali: all'incontro, previsto e rinviato più volte nei mesi scorsi, erano presenti solo il vicesindaco Alessandro Terrile e non la sindaca Silvia Salis né altri assessori competenti, circostanza che per le organizzazioni alimenta malumore sul coinvolgimento politico nella vertenza.
Dal punto di vista tecnico, le sigle sindacali contestano le ipotesi individuate nel confronto con l'Autorità portuale, in particolare la distanza delle aree proposte dalle abitazioni — indicata intorno ai 350 metri — che, a loro avviso, potrebbe riproporre le medesime criticità che si intende eliminare. Inoltre, sostengono che alcune opzioni richiederebbero accordi con altri operatori portuali e non garantirebbero prospettive industriali certe per le aziende interessate.
Per la rappresentanza sindacale, senza garanzie sui tempi, sugli spazi e sulle condizioni operative è prematuro parlare di soluzione; in chiusura dell'intervento i sindacati hanno espresso «profonda delusione» verso l'amministrazione e hanno chiesto una regia chiara che tenga insieme occupazione, sicurezza e tutela dei cittadini.
Il Comune di Genova ha respinto le critiche e ha diffuso una nota nella quale sottolinea che il vicesindaco Terrile è titolare delle deleghe allo Sviluppo economico e ai Rapporti tra porto e città, definendone la presenza un'alta rappresentanza politica della giunta. Tursi ha inoltre definito strumentale la riduzione di tale presenza a una mancata attenzione e ha riaffermato la centralità attribuita dalla giunta alla tutela dei lavoratori e della città.
Nella stessa nota l'amministrazione ha dichiarato di essere impegnata, insieme all'Autorità di sistema portuale — con la quale è stato avviato un confronto per l'approvazione del nuovo Piano regolatore portuale — nell'individuare una o più soluzioni percorribili di delocalizzazione in ambito portuale. Il Comune ha ricordato come le risorse previste per la delocalizzazione a Ponte Somalia dovrebbero essere disponibili anche per le nuove ipotesi di trasferimento e ha ribadito l'obiettivo di liberare il quartiere di Multedo dai depositi, garantendo al tempo stesso sicurezza dei residenti e salvaguardia dei posti di lavoro.
La discussione rimane aperta: sindacati e amministrazione mantengono posizioni distinte sui contenuti e sulle modalità del percorso, mentre i prossimi passi prevedono la richiesta dei rappresentanti dei lavoratori di un incontro con l'Autorità di sistema portuale per cercare ulteriori chiarimenti e garanzie sulle proposte emerse.