Scolmatore del Bisagno: il Comune segnala sforamenti di PM10 nel primo semestre 2026
Aperto un tavolo tecnico con la Regione per rivedere il piano di monitoraggio e inserire un nuovo punto a Montanasco
I dati sullo stato dell’aria raccolti per il cantiere dello scolmatore del Bisagno mostrano alcuni superamenti dei limiti di riferimento per il PM10 nel primo semestre del 2026. A seguito di queste rilevazioni il Comune ha chiesto alla Regione Liguria l’avvio di un confronto tecnico per aggiornare il piano di monitoraggio ambientale e valutare l’inserimento di un ulteriore punto di misura.
La comunicazione è stata fornita nel corso del consiglio comunale di martedì 22 settembre, a seguito di un’interrogazione presentata da Erika Venturini (Lista Salis). La consigliera ha portato all’attenzione dell’aula le segnalazioni dei residenti della Val Bisagno, in particolare delle aree interessate dai cantieri, relative a qualità dell’aria, polveri, movimentazione dei materiali e traffico di mezzi pesanti.
Venturini ha ribadito che l’opera non è messa in discussione, ma ha sollecitato maggiore attenzione agli effetti sul territorio e ha indicato la Regione come soggetto responsabile della gestione del cantiere e del sistema di monitoraggio ambientale.
L’assessora all’Ambiente Silvia Pericu ha ricostruito le azioni compiute dall’amministrazione: la direzione ambiente del Comune ha richiesto alla Regione, lo scorso maggio, la verifica di ottemperanza delle condizioni ambientali previste dal provvedimento di Via del progetto dello scolmatore e i relativi esiti dei monitoraggi. Pur non avendo ricevuto una risposta ufficiale, il Comune ha ottenuto un incontro e, per vie informali, ha acquisito il rapporto di monitoraggio relativo al primo e al secondo semestre del 2025.
Secondo il report trasmesso al Comune, la rete di monitoraggio dell’aria è composta da cinque stazioni: due poste all’ex canile, due allo sbocco a mare e una ubicata nel cantiere di via Emilia. Le postazioni per la misura del rumore sono invece circa sette, distribuite in diverse aree.
L’attenzione dell’amministrazione si è concentrata sul PM10, indicato come uno degli aspetti maggiormente segnalati dalla cittadinanza; nel primo semestre del 2026 si sono registrati superamenti dei limiti di riferimento. Per quanto riguarda il biossido di azoto e il rumore, i monitoraggi non hanno evidenziato criticità diffuse, fatta eccezione per un episodio di superamento dei limiti relativi al rumore.
Il Comune ha formalmente chiesto a Regione Liguria l’apertura di un tavolo tecnico per rivedere il piano di monitoraggio in seguito alla modifica delle aree di lavoro e ha proposto l’aggiunta di un punto di rilevazione presso l’ex cava Montanasco. Secondo l’assessora Pericu, il tavolo è stato avviato e sarà occasione di dialogo per raggiungere gli obiettivi indicati dall’amministrazione.
Venturini ha inoltre sostenuto che i dati finora ricevuti appaiono incompleti e poco chiari e che la trasmissione per vie brevi indica una comunicazione non sufficientemente trasparente da parte della Regione. La consigliera ha ricordato che l’attuale piano di monitoraggio risulta datato e non comprende l’area della cava Montanasco, dove il materiale stoccato dal cantiere provoca disagi alla popolazione, in particolare nel quartiere di Molassana.