Consiglio comunale riapre il dibattito sui disordini del corteo di Sestri Ponente
Ordine del giorno del centrodestra respinto, tensione su gesti e responsabilità
Il Consiglio comunale di Genova ha riaperto oggi, martedì 22 settembre, il confronto sui disordini verificatisi durante il corteo per la sicurezza di luglio a Sestri Ponente, mentre la sindaca Silvia Salis era a Roma per un incontro al Ministero dell'Interno sul tema della vivibilità cittadina.
Il corteo — promosso dal gruppo Facebook "Genova Insicura" e dall'Unione dei Comitati Genovesi (Ucg) — era degenerato quando i manifestanti si erano avvicinati a un presidio in piazza Baracca organizzato da Anpi Genova, Avs e altre sigle progressiste. In quell'occasione si erano registrati urla, spintoni e insulti e alcuni giornalisti e fotoreporter presenti avevano subito aggressioni verbali e fisiche.
Le indagini avviate dopo quegli episodi hanno portato all'identificazione e alla denuncia di un cittadino residente a Sestri Ponente che aveva partecipato alla manifestazione.
Oggi in aula è stato discusso un ordine del giorno presentato da Lega e Fratelli d'Italia che, oltre a esprimere solidarietà ai giornalisti aggrediti, chiedeva di manifestare vicinanza anche ai partecipanti al corteo che, secondo il centrodestra, erano stati ingiustamente tacciati di affiliazioni politiche estremiste. Il documento sollecitava inoltre la condanna di ogni forma di violenza, verbale, fisica o sui social, e di gesti intimidatori o denigratori.
I consiglieri di centrodestra hanno ribadito la loro posizione nel corso del dibattito. Alessio Bevilacqua (Lega) ha ricordato la presenza al corteo di donne, bambini e anche del presidente del Municipio Medio Ponente Fabio Ceraudo, mentre Nicholas Gandolfo (FdI) ha affermato il diritto dei cittadini di segnalare problemi di convivenza in qualsiasi amministrazione. Ilaria Cavo (Noi Moderati) ha definito l'ordine del giorno una condanna decisa di qualunque gesto intimidatorio, e Mario Mascia (Forza Italia) lo ha interpretato come la denuncia di un errore del centrosinistra nel giudicare i manifestanti.
La maggioranza ha votato contro il documento, innescando un confronto acceso. Martina Caputo, capogruppo del Pd, ha contestato l'eccesso di atti presentati dal centrodestra in consiglio e ha difeso il diritto di manifestare, osservando che limiti a questo diritto sono più spesso proposti dall'esecutivo nazionale. Filippo Bruzzone, della Lista Salis, ha sottolineato la presenza in piazza di saluti rudimentali che, a suo avviso, non erano stati stigmatizzati dal centrodestra. Massimo Romeo (Avs) ha accusato il centrodestra di aver raccontato solo una parte della vicenda e ha ricordato che i cronisti sono stati aggrediti da parte dei manifestanti.
Al termine del dibattito il vicesindaco Alessandro Terrile ha confermato la contrarietà della giunta all'ordine del giorno: la giunta condanna ogni forma di violenza e ha espresso vicinanza ai giornalisti aggrediti, ma ha ritenuto che il documento non contribuisca a superare le tensioni per affrontare concretamente il tema della sicurezza, accusandolo di voler tracciare una pagella di buoni e cattivi.
Terrile ha anche ricordato che la sindaca Salis era a Roma per trattare il tema della sicurezza e ha aggiunto che l'amministrazione intende avviare un'intesa con Fincantieri per mettere a punto interventi volti all'integrazione, alla mediazione culturale e ad attività utili ad aumentare la vivibilità di Sestri Ponente.
Nel corso della discussione è emersa anche la polemica sul gesto del dito medio compiuto da una consigliera della Lista Salis, Sara Tassara, durante i fatti di luglio. Sergio Gambino (gruppo misto) ha criticato l'episodio in tono ironico, mentre Anna Orlando (Vince Genova) ha chiesto che la maggioranza prenda le distanze dal comportamento. Massimo Romeo ha difeso la consigliera, sottolineando che gli aggressori erano altri manifestanti e paragonando la gravità dei gesti.