Caos a Pontedecimo: detenuta devasta una sezione dopo il rifiuto di un farmaco, la Uil Fp denuncia carenze
Disordini la sera dell'11 settembre; il sindacato segnala fragilità organizzative e richiama tre evasioni nel 2026
Intorno alle 19.30 di venerdì 11 settembre 2026, all'interno della casa circondariale di Pontedecimo, una detenuta italiana ha dato avvio a disordini dopo che il medico di guardia le aveva negato la somministrazione di un farmaco. Secondo la ricostruzione riportata dalla fonte, la protesta si è tradotta in atti distruttivi nella sezione: frigoriferi ribaltati, sbarramenti danneggiati e agenti aggrediti. La donna avrebbe poi continuato a devastare la propria cella prima di essere contenuta.
La Uil Fp della polizia penitenziaria ha commentato l'episodio, sostenendo che la detenuta era già nota per comportamenti violenti e reiterati e lamentando che non sia stato disposto un suo trasferimento in un'altra struttura. Il segretario regionale Fabio Pagani ha definito l'accaduto sintomatico di fragilità organizzative che vanno oltre il singolo episodio.
Il sindacato ha inoltre richiamato altri episodi verificatisi nel 2026: tre evasioni coinvolgenti detenute ammesse al lavoro esterno ai sensi dell'articolo 21, fatti che, secondo la Uil Fp, rendono necessaria una revisione dei protocolli di controllo.
Pagani ha criticato le scelte gestionali dell'istituto, affermando che le priorità della direzione appaiono discostarsi dalla sicurezza del personale e della struttura. Nella sua dichiarazione il segretario regionale ha citato esempi che, a suo avviso, dimostrerebbero questa discrepanza nelle priorità.
La fonte riporta che la tempestività dell'intervento del personale di polizia penitenziaria ha impedito l'estensione dei disordini al resto del reparto. Il sindacato sottolinea però che il contenimento delle emergenze ricade spesso sull'iniziativa dei singoli operatori, esponendoli a rischi per l'incolumità.
La Uil Fp ha chiesto risposte immediate all'amministrazione penitenziaria circa le tutele per il personale e la gestione dei soggetti recidivi, sollecitando interventi per evitare il ripetersi di episodi simili.