Falsi sinistri a Genova: il gip non dispone misure cautelari per Kosanke e altri indagati
Pur definendo solido il quadro probatorio, il giudice esclude il pericolo attuale di reiterazione dei reati
Il giudice per le indagini preliminari Giorgio Morando ha rigettato le richieste di misure cautelari avanzate dal pubblico ministero Luca Scorza Azzarà nell'ambito dell'inchiesta sui presunti falsi sinistri che coinvolge 36 persone, tra le quali il biker genovese Ilija Kosanke.
Nell'ordinanza di 41 pagine il gip ricostruisce il presunto meccanismo truffaldino e attribuisce a Kosanke, difeso dall'avvocato Rinaldo Romanelli, un ruolo centrale nell'organizzazione, pur ritenendo complessivamente solido e strutturato il quadro probatorio raccolto dalla polizia giudiziaria.
La decisione di non disporre misure cautelari si basa sulla valutazione delle esigenze cautelari: Morando ha ritenuto assente un pericolo di reiterazione dei reati considerato attuale e concreto. Tra gli elementi richiamati nell'ordinanza figurano gli interrogatori di garanzia, che avrebbero contribuito a modificare la valutazione del rischio di recidiva, e la risonanza mediatica del caso.
Il gip ha inoltre richiamato la recente pronuncia del tribunale del Riesame, che aveva annullato i sequestri disposti nei confronti di Kosanke e della sua compagna, Antonella Albanese, perché non aveva ritenuto provato il nesso tra il denaro sequestrato e le condotte contestate; tale passo è stato considerato nel profilo patrimoniale dell'inchiesta.
La decisione riguarda anche gli altri indagati: non sono state disposte misure cautelari per Marco Rossi, indicato dagli inquirenti come il braccio destro di Kosanke, né per gli altri imputati per i quali la Procura aveva chiesto restrizioni. Sono state respinte anche le richieste di misure interdittive rivolte a tre professionisti coinvolti nell'indagine: un agente della polizia locale, accusato di aver redatto un verbale ritenuto falso, e due avvocati, a cui viene contestato il coinvolgimento nella gestione di numerose pratiche di risarcimento collegate al presunto sistema.
L'indagine rimane aperta e il giudizio sulle responsabilità penali sarà definito nelle fasi successive del procedimento, nel rispetto delle formalità e delle garanzie previste dalla legge.