Indagine su Ilva: richiesta di misure cautelari e Acciaierie d'Italia avvia piano di riduzione dirigenti con due posizioni a Genova
I pm di Taranto hanno chiesto i domiciliari per ex dirigenti; AdI annuncia una procedura collettiva per i dirigenti, includendo due unità a Genova
La procura di Taranto ha avanzato la richiesta di arresti domiciliari nei confronti di Lucia Morselli, ex amministratore delegato di Acciaierie d'Italia, nell'ambito di un'indagine relativa all'inquinamento nel sito di Taranto nel periodo 2019-2024. I pm hanno chiesto analoghe misure per l'ex direttore dell'area ambiente dello stabilimento, Alessandro Labile, e per Francesco Astorri, responsabile Ispra per la valutazione e i controlli degli impianti di interesse strategico nazionale. Secondo l'ipotesi accusatoria, ripresa da Today.it, la gestione dello stabilimento sarebbe stata orientata a massimizzare profitti e produzione a scapito della tutela ambientale. Nell'inchiesta risultano indagate 28 persone e 5 società; otto soggetti sono contestati anche per associazione per delinquere. Toccherà al giudice delle indagini preliminari valutare le richieste della procura.
Contemporaneamente Acciaierie d'Italia ha comunicato a Federmanager la determinazione ad avviare una procedura di licenziamento collettivo per la riduzione del personale dirigenziale, dando seguito a quanto già annunciato il 19 ottobre. I commissari dell'azienda hanno motivato la scelta con la necessità di adeguare l'assetto aziendale alla sospensione dell'attività produttiva dell'area a caldo dello stabilimento di Taranto, disposta dalla Corte d'Appello di Milano con provvedimento del 27 luglio 2026, che ha fissato un termine di novanta giorni per l'esecuzione dell'ordine giudiziale (termine collocato entro il 25.10.2026).
Acciaierie d'Italia ha impugnato il provvedimento davanti alla Corte di Cassazione e ha chiesto la sospensione dell'immediata esecutività alla Corte d'Appello di Milano; tuttavia, secondo i commissari, la misura cautelare confermata relativamente all'immediata esecutività è risultata incompatibile con il layout produttivo e organizzativo dell'azienda. I commissari riferiscono che l'ordine giudiziale ha imposto la revoca degli ordini di approvvigionamento delle materie prime e la dismissione del ciclo integrale di produzione, con conseguenze sulla capacità di autofinanziamento e sulla sostenibilità economica dell'assetto aziendale.
Nel comunicato si segnala inoltre che, per il personale non dirigenziale, AdI è attualmente interessata dall'istituto della cassa integrazione guadagni straordinaria (Cigs). Per quanto riguarda il personale dirigenziale, la società indica che l'organico è composto complessivamente da 73 unità, di cui 51 con contratto a tempo indeterminato, e che la procedura potrebbe riguardare fino all'80% di queste ultime. La ripartizione indicata dai commissari è la seguente: 31 dirigenti presso l'unità produttiva di Taranto; 16 a Milano; 2 a Genova; 2 a Novi Ligure. Anche i dirigenti con contratto a tempo determinato saranno oggetto del processo di adeguamento al nuovo modello organizzativo.
La notizia ha ricadute sul territorio genovese perché, secondo la stessa comunicazione di Acciaierie d'Italia, due posizioni dirigenziali in organico sono allocate a Genova e dunque rientrano nel perimetro dell'eventuale procedura di esuberi. Si ricorda che Acciaierie d'Italia è stata posta in amministrazione straordinaria a febbraio 2024. Le misure cautelari richieste dalla procura sono atti processuali: la loro eventuale applicazione spetta all'autorità giudiziaria e non pregiudica la presunzione di innocenza degli indagati.