Genova · 21 Ottobre 2026

Crollo al cantiere Esselunga di Firenze: chiesta l’imputazione per cinque persone, tra le vittime un operaio residente a Genova

Udienza preliminare fissata per il 17 dicembre; compagna e figlio della vittima genovese si costituiranno parte civile.

Crollo al cantiere Esselunga di Firenze: chiesta l’imputazione per cinque persone, tra le vittime un operaio residente a Genova
Immagini realistiche prodotte fedelmente al contesto della notizia con Freia

La Procura di Firenze ha chiesto il processo per cinque persone per il crollo avvenuto il 16 febbraio 2024 nel cantiere Esselunga a Firenze, incidente che ha causato la morte di cinque lavoratori. La giudice per l’udienza preliminare Francesca Scarlatti ha fissato l’udienza al 17 dicembre.

Le vittime sono Bouzekri Rahimi, 56 anni; Luigi Coclite, 59 anni; Mohamed Toukabri, 53 anni; Mohammed El Farhane, 23 anni; e Taoufik Haidar, 42 anni. La fonte indica che Toukabri era residente a Genova: tra le parti offese che intendono costituirsi parte civile figurano la convivente Monica Alexandra Tutiven Guerrero e il figlio Alex Isac Toukabri, entrambi residenti nel capoluogo e assistiti dall’avvocato genovese Daniele Pomata.

Sono stati iscritti nel procedimento, e per i quali la Procura ha chiesto il processo, Carlo Melchiorre (dirigente di Rdb.Ita e autore del progetto e delle schede di produzione dei prefabbricati), Alfonso D’Eugenio (rappresentante legale di Rdb.Ita e Italprefabbricati), Marco Passaleva (incaricato della progettazione strutturale esecutiva e della direzione dei lavori strutturali), Luca Dario Domingo Garini (rappresentante legale di Attività Edilizie Pavesi) e Riccardo Papi (collaudatore nominato da La Villata Spa). Contestazioni sono mosse anche verso le società Rdb.Ita, Italprefabbricati e Attività Edilizie Pavesi.

I reati contestati, secondo la ricostruzione dei pm Francesco Sottosanti e Alessandra Falcone, comprendono crollo doloso, omicidio colposo plurimo, lesioni personali gravi nei confronti di altri tre operai e violazioni delle norme sulla sicurezza. Nel dettaglio, la Procura contesta a Melchiorre di aver redatto con fretta il progetto dei prefabbricati, commettendo errori nella progettazione e nell’armatura della trave indicata come TL309-2P, che non sarebbe stata sottoposta alle verifiche sismiche richieste e sarebbe stata realizzata con un quantitativo di ferro giudicato insufficiente; a lui vengono inoltre attribuite omissioni nella documentazione e nelle certificazioni.

A D’Eugenio viene contestato di aver imposto tempi e risorse inadeguati per la progettazione, puntando alla riduzione delle armature e affidando la produzione senza controlli adeguati, oltre ad aver consentito l’immissione sul mercato di prefabbricati privi della documentazione e delle certificazioni previste. Passaleva è accusato di non aver rilevato gli errori progettuali e di aver approvato la scheda di produzione della trave senza individuarne i vizi, permettendone l’installazione senza le verifiche necessarie. A Garini si contesta l’omissione dei controlli sulla documentazione, sulla conformità e sulla sicurezza dei prefabbricati giunti in cantiere, mentre a Papi viene imputato di non aver verificato la documentazione tecnica delle travi, di non aver richiesto una prova di carico preventiva e di non aver rilevato gli errori progettuali e quelli presenti nelle schede di produzione.

Per le tre società coinvolte la Procura contesta la mancata adozione di modelli organizzativi e sistemi di controllo adeguati per prevenire reati e violazioni della sicurezza, carenze che, secondo l’accusa, avrebbero favorito risparmi sui costi e l’accelerazione dei tempi di progettazione e realizzazione.

L’udienza preliminare del 17 dicembre dovrà decidere sulla richiesta di rinvio a giudizio. Le imputazioni qui riportate sono quelle formulate dalla Procura; la posizione degli indagati sarà valutata nelle sedi processuali nel rispetto della presunzione di innocenza.

Fonte: Raccontiamo Genova

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