Oltre 2mila studenti in corteo a Firenze: «Soldi alle scuole, non alle armi»
Il corteo è partito da piazza San Marco e si è concluso in piazza del Carmine; molte bandiere della Palestina e striscioni contro i tagli alla scuola
Questa mattina, 16 ottobre 2026, oltre 2mila studenti medi sono scesi in piazza nel centro di Firenze per un corteo che ha preso avvio da piazza San Marco e si è concluso in piazza del Carmine, in Oltrarno.
Ad aprire il corteo uno striscione con la scritta «Soldi alle scuole, non alla guerra». I partecipanti erano in grandissima parte minorenni, molti con 14 o 15 anni; in diverse testimonianze raccolte durante la manifestazione gli studenti hanno denunciato classi numerose e carenze nelle strutture scolastiche.
Numerosi cori e striscioni hanno preso di mira il governo e il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara. Tra gli slogan esposti sui cartelloni: «Noi la guerra non la paghiamo», «Dignità alle scuole», «Se ci togliete il futuro, noi vi blocchiamo il presente», «La solidarietà non è reato» e «Qui nessuno è straniero». Non sono mancate inoltre molte bandiere della Palestina e riferimenti alle recenti mobilitazioni in altre città.
Uno studente del liceo classico Galileo ha raccontato che in una sua classe «questa mattina sono entrati in sei», a rimarcare il problema delle classi affollate. Anna, 17 anni, ha segnalato la carenza di personale docente e Ata e ha descritto condizioni di edifici scolastici «vecchi, con spazi non agibili, porte rotte, problemi di riscaldamento e allagamenti».
Nel corso del corteo alcuni ragazzi hanno criticato inoltre il cosiddetto «decreto Valditara» che prevede un tetto del 30 per cento per gli studenti stranieri, definendolo «propaganda» e sostenendo che il problema reale siano le condizioni delle scuole.
La manifestazione è stata promossa dal Saf (Studenti auto-organizzati fiorentini), rete che riunisce vari collettivi tra cui Chimera (liceo Alberti‑Dante), Capra, K1 (Machiavelli‑Capponi), Scossa, Volta (Gobetti‑Volta di Bagno a Ripoli), Sum e Agorà.
Nel documento diffuso dal Saf si legge un richiamo alle criticità degli istituti e alla scelta politica di destinare risorse al riarmo: la sigla ha citato dati sulla spesa militare in Italia nel 2025, sostenendo un aumento di 32,4 miliardi di euro, per contestare le priorità di bilancio.
La manifestazione si è svolta senza momenti di particolare tensione. In contemporanea, davanti alla prefettura in via Cavour, il collettivo «Diritti in Palestina» ha organizzato un presidio per chiedere alla Regione Toscana di bloccare l'autorizzazione a un progetto agrivoltaico a Ribolla, nel Grossetano, contestando l'affidamento a un'azienda indicata come israeliana.
I promotori del corteo hanno anticipato la possibilità di nuove iniziative nelle prossime settimane, in continuità con le mobilitazioni per la scuola e la solidarietà internazionale che negli ultimi giorni hanno coinvolto altre città.