Incidente alla stazione Foster: un operaio di 31 anni muore travolto da un pilone
Un altro lavoratore è ricoverato in gravissime condizioni; sul posto autorità e tecnici
Nel pomeriggio del 15 ottobre 2026, nel cantiere della nuova stazione per l'alta velocità Foster a Firenze, un operaio di 31 anni è morto e un altro è rimasto ferito in un incidente sul lavoro. La vittima è stata identificata come Ayoub Abourabil, cittadino marocchino residente in Italia da anni.
Secondo la ricostruzione raccolta finora, durante una manovra per scaricare su un cassone di un camion un pilone è caduto travolgendo i due operai. I colleghi hanno lanciato l'allarme e sul posto sono intervenuti i soccorritori del 118, che hanno potuto constatare il decesso di Abourabil; l'altro lavoratore è stato trasportato in ospedale in gravissime condizioni.
Sul luogo dell'incidente, in via Onofrio Zeffirini, sono intervenuti i tecnici della Asl e la Polizia municipale. Al cantiere si sono recati la sindaca Sara Funaro, l'assessore comunale alla sicurezza Andrea Giorgio e il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani.
Sulla tragedia sono intervenuti anche esponenti politici e sindacali. Emiliano Fossi, segretario del PD Toscana, ha dichiarato: “La sicurezza sul lavoro deve essere una priorità assoluta della politica, non un tema da evocare soltanto dopo ogni tragedia. Servono più controlli, più ispettori, investimenti nella prevenzione e responsabilità precise lungo tutta la filiera degli appalti. Il governo Meloni deve smetterla di rispondere a questa emergenza con annunci e dichiarazioni di circostanza: occorrono risorse, norme efficaci e interventi concreti. La politica ha il dovere di garantire che ogni persona possa tornare a casa viva dopo una giornata di lavoro. Ogni morte rappresenta una sconfitta per le istituzioni e per l’intero Paese. E non possiamo più permettercelo”.
Cgil e Fillea Cgil Firenze hanno detto: "Non possiamo limitarci ogni volta al cordoglio e alla rabbia. Valuteremo fin da subito iniziative di mobilitazione e protesta. Perché non è accettabile uscire di casa per andare a lavorare e non farvi più ritorno”.