Firenze · 14 Ottobre 2026

All'Università di Firenze partono gruppi di auto-mutuo-aiuto per studenti con autismo

Progetto pilota per favorire il sostegno tra pari e individuare interventi per rendere l'ateneo più accessibile

All'Università di Firenze partono gruppi di auto-mutuo-aiuto per studenti con autismo
Immagini realistiche prodotte fedelmente al contesto della notizia con Freia

L'Università degli Studi di Firenze ha sperimentato un progetto pilota che introduce gruppi di auto-mutuo-aiuto rivolti a studenti con diagnosi di disturbo dello spettro autistico, con l'obiettivo di promuovere il sostegno reciproco, contrastare l'isolamento e identificare soluzioni pratiche per rendere la vita accademica più accessibile.

Il percorso è stato supervisionato da Valdo Ricca, docente di Psichiatria del Dipartimento di Scienze della Salute, e condotto da Luca Zompa ed Elena Mattesini. Il progetto è stato realizzato in collaborazione con UNIFI Include e si inserisce nelle politiche di inclusione e accessibilità coordinate dalla delegata della rettrice, Maria Paola Monaco.

Tra giugno e luglio un gruppo di studenti ha partecipato agli incontri organizzati al polo didattico di Morgagni. Con il supporto di professionisti i partecipanti hanno potuto confrontarsi su difficoltà incontrate nel percorso universitario, strategie di studio, gestione dello stress e relazioni sociali, costruendo una rete di sostegno fra pari.

Dagli incontri sono emerse proposte concrete avanzate dagli studenti per migliorare l'organizzazione e i servizi dell'ateneo: spazi di studio più attenti alle esigenze sensoriali, strumenti personalizzati per l'organizzazione delle attività, maggiore formazione dei docenti sulle neurodivergenze e una comunicazione più chiara delle opportunità e dei servizi disponibili.

L'intento dell'iniziativa è tradurre queste indicazioni in interventi concreti per rispondere meglio alle necessità dei singoli studenti e rendere l'università più accessibile.

"L'inclusione non significa soltanto offrire servizi, ma creare le condizioni perché ogni studente possa partecipare pienamente alla vita universitaria - sottolinea la rettrice dell'Università di Firenze, Alessandra Petrucci - Questa sperimentazione rappresenta un passo importante perché riconosce il valore del sostegno reciproco e, soprattutto, dà voce agli studenti, trasformando le loro esperienze in indicazioni preziose per migliorare l'Università".

"È questa l'idea di Ateneo che vogliamo promuovere: una comunità capace di ascoltare le differenze e di crescere grazie al contributo di tutti" conclude Petrucci.

Fonte: Raccontiamo Firenze

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