A Firenze lezioni aperte in piazza contro il tetto del 30% agli alunni stranieri
Docenti, studenti e associazioni chiedono più insegnanti di italiano L2 e contestano il decreto Valditara
A Firenze docenti, studenti e associazioni hanno tenuto un presidio in piazza Santissima Annunziata per manifestare contro il decreto Valditara e il tetto del 30% agli alunni stranieri nelle prime classi. L’iniziativa ha incluso lezioni aperte e un dibattito sul futuro della scuola, con la partecipazione di alcune decine di persone.
La mobilitazione è stata promossa da realtà locali tra cui Flc Cgil Firenze, Arci Firenze ed Empoli e Italiani Senza Cittadinanza. I promotori hanno espresso contrarietà rispetto a una misura ritenuta penalizzante per gli studenti con cittadinanza straniera e per i percorsi di integrazione scolastica.
Emanuele Rossi della Flc Cgil Firenze ha denunciato una reazione contraria al provvedimento già emersa nelle scuole cittadine e ha sottolineato l’esigenza di alternative: “Dalle scuole fiorentine è emersa una reazione civile al cosiddetto tetto agli stranieri. Docenti e famiglie hanno respinto totalmente questo messaggio. La scuola è aperta a tutti, lo dice la nostra Costituzione”.
Rossi ha inoltre posto l’accento sulle carenze nell’organico per l’insegnamento dell’italiano come seconda lingua, citando la proporzione attuale: “Oggi abbiamo un docente di italiano L2 ogni mille studenti, una proporzione fuori da qualsiasi logica. Noi proponiamo di arrivare a un docente ogni cento studenti. Altro che tetto, invertiamo la logica e investiamo sui docenti che possono favorire l'apprendimento linguistico”. Ha anche criticato le finalità politiche del provvedimento definendolo “un'operazione utile al governo e al centrodestra per aprire la campagna elettorale”.
Sulla stessa linea si è espresso Massimo Seriacopi, docente dell'istituto Marco Polo, che ha sostenuto la necessità di investire sull'apprendimento della lingua per favorire l'inclusione: “La cosa più intelligente da fare non può che essere aiutare i ragazzi a imparare la lingua e ad avere un'istruzione per inserirsi in modo proficuo all'interno del nostro contesto sociale. L'unica soluzione intelligente può essere questa”.
Hanno partecipato anche studentesse del liceo scientifico Leonardo da Vinci, appartenenti al collettivo Agorà. Lucrezia Spagnolo e Iole Jansen hanno richiamato il diritto allo studio: “Prima ancora di essere un 30%, questi stranieri sono persone”, e hanno ricordato che “il diritto allo studio è garantito dalla Costituzione, indipendentemente dal luogo di provenienza e dalla nazionalità”, mettendo in guardia sul rischio di aumentare esclusione invece che integrazione.
L’iniziativa ha previsto inoltre lezioni aperte e approfondimenti sull’educazione interculturale tenuti da Emiliano Macinai, professore di Pedagogia all'Università di Firenze, Antonio Sofia, ricercatore di Indire, e Benedicta Djumpah, attivista di Italiani Senza Cittadinanza. Al termine degli interventi si è svolto un confronto tra associazioni, studenti e insegnanti per discutere criticità e possibili risposte del sistema scolastico.
La manifestazione ha ricevuto il sostegno dell’assessora del Comune di Firenze Benedetta Albanese. L’evento ha riportato al centro del dibattito cittadino il tema dell’integrazione nelle classi e delle risorse necessarie per accompagnare gli studenti nel percorso di apprendimento, come alternativa a misure basate su limiti numerici alla presenza di alunni stranieri.