Firenze · 03 Ottobre 2026

Fedez alla Leopolda: critiche al ddl 'antisemitismo' e richiamo a Liliana Segre

Il rapper, ospite dell'evento di Italia Viva, ha definito il provvedimento «non una priorità» e si è detto preoccupato per il clima del dibattito

Fedez alla Leopolda: critiche al ddl 'antisemitismo' e richiamo a Liliana Segre
Immagini realistiche prodotte fedelmente al contesto della notizia con Freia

Durante la sessione pomeridiana della Leopolda a Firenze, Fedez ha preso la parola rispondendo a una domanda della platea e ha commentato il dibattito parlamentare sul ddl in materia di antisemitismo, atteso al voto finale alla Camera nei prossimi giorni.

«Se questa è una priorità del Paese, la trovo una 'stron****' enorme. Non la trovo una priorità onestamente», ha detto il rapper, invitato all'evento per parlare del suo programma 'Fenomeno Pulp Podcast'. Le parole sono state pronunciate nel corso del format con domande dal pubblico della scuola politica di Italia Viva 'Meritare l'Europa'.

Il provvedimento è al centro di numerose polemiche: secondo quanto riportato dalla fonte, diverse critiche da parte di giuristi, commentatori, intellettuali, giornalisti e anche componenti della comunità ebraica riguardano il rischio che, in caso di approvazione, alcune dure critiche allo Stato di Israele possano essere ritenute equiparabili a forme di antisemitismo.

L'intervento di Fedez è arrivato dopo quello di Emanuele Fiano (Pd), esponente di 'Sinistra per Israele', che ha invitato i democratici a votare a favore del testo e ha citato anche Liliana Segre. Fiano ha affermato che se il Pd non sostenesse il provvedimento «con le garanzie che ci sono sulla libertà di critica, vedrei una ferita profonda alla sua identità» e ha evocato la possibilità di un suo allontanamento dal partito in caso contrario.

Riferendosi a Segre, Fedez ha aggiunto: «Non è che non si può contestare. Si potrà dire che non siamo d'accordo o è intoccabile? Si può dire che non siamo d'accordo con Liliana Segre, speriamo di non aver commesso il reato di lesa maestà.»

Poco prima, il padrone di casa Matteo Renzi aveva chiesto e ottenuto l'applauso della platea per Liliana Segre e aveva detto: «Siamo sempre con Liliana Segre, senza se e senza ma.»

Fonte: Raccontiamo Firenze

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