Firenze, panconi modulari e nuove arginature: completato il piano da 15 milioni per difendere i lungarni
Intervento finanziato con risorse PNRR su oltre 4,5 km di sponde; presentazione il 30 settembre 2026
Il 30 settembre 2026 è stato presentato a Firenze l’ultimo intervento del piano di mitigazione del rischio idraulico sul fiume Arno, che interessa complessivamente oltre quattro chilometri e mezzo di sponde urbane per un investimento di circa 15 milioni di euro, finanziato con risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR).
La presentazione è avvenuta alla presenza del presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, dell’assessora alla Protezione civile del Comune di Firenze Laura Sparavigna, della soprintendente Antonella Ranaldi e del personale del Genio civile, della Protezione civile regionale, della Città Metropolitana e del Dipartimento nazionale di Protezione civile.
«È il momento solenne di un intervento cruciale, che a 60 anni dall’alluvione mette finalmente in sicurezza la città di Firenze e il suo straordinario patrimonio storico e culturale», ha dichiarato il presidente Eugenio Giani, sottolineando il ruolo delle istituzioni coinvolte e il collegamento con le opere a monte della città.
Il cuore dell’intervento inaugurato riguarda il lungarno Acciaiuoli, dove è previsto un sistema di panconi modulari removibili lungo un tratto di circa 230 metri. I panconi utilizzati misurano 2 metri per 70 centimetri e sono pensati per essere montati solo quando le previsioni meteorologiche e idrologiche indicano l’arrivo di una piena significativa.
La scelta delle strutture modulari mira a conciliare la protezione idraulica con la tutela del patrimonio storico e paesaggistico del centro: i panconi non sono permanenti e vengono installati in caso di necessità. I sistemi di monitoraggio e previsione consentono di individuare una piena significativa con un anticipo stimato di 24-36 ore; il sistema di Protezione civile è organizzato per completare il montaggio delle strutture temporanee in meno di otto ore.
Il piano comprende inoltre interventi su altri tratti dei lungarni storici. Sul lungarno delle Grazie le opere interessano circa 270 metri, con panconi modulari delle dimensioni di 2 metri per 1 metro che nella parte a monte del ponte vengono fissati tramite un sistema di puntoni per contrastare la spinta dell’acqua.
Sul lungarno Diaz l’intervento riguarda circa 175 metri: non è stato necessario ricorrere ai panconi perché le quote esistenti permettono di ottenere la chiusura idraulica richiesta; è comunque stato adeguato il cancello stagno all’altezza della discesa dei Canottieri per garantire la continuità del sistema di difesa.
Il piano contempla anche nuove arginature, strutture permanenti di contenimento, parapetti e sistemi di protezione in acciaio corten. L’intervento si inserisce in un quadro più ampio che include il protocollo di gestione dell’invaso di Bilancino e il sistema delle casse di espansione dell’Arno, in particolare le casse di Figline, il cui completamento offrirà ulteriori margini di sicurezza.
L’obiettivo dichiarato è permettere il transito in sicurezza di portate fino a 3.500 metri cubi al secondo sotto le arcate di Ponte Vecchio. «È un'opera profondamente attesa da tutta la cittadinanza: non solo da chi abita nel Quartiere 1, ma da tutti coloro che vivono in prossimità delle rive dell'Arno, in tutta la nostra città», ha commentato l’assessora Laura Sparavigna, richiamando la memoria dell’alluvione di sessant’anni fa e l’importanza della prevenzione.