Fotografia come strumento di raccontarsi: il laboratorio per persone con Alzheimer arriva alla RSA Frate Sole di Figline
Il progetto 'Catturare il presente quando il passato sfuma', nato nel 2020, è stato sperimentato anche nella struttura fiorentina
Il laboratorio "Catturare il presente quando il passato sfuma", ideato nel 2020 dalla tesi di laurea di Francesca Migliorati, è stato avviato anche alla RSA Frate Sole di Figline e Incisa Valdarno. L'iniziativa coinvolge persone con Alzheimer e con decadimento cognitivo severo: a ciascun partecipante viene data una macchina fotografica digitale senza istruzioni su cosa fotografare.
Dopo una prima selezione con le educatrici, agli ospiti è stato chiesto se avessero mai scattato fotografie. Poi sono stati lasciati liberi di muoversi e di usare l'apparecchio: qualcuno ha realizzato selfie, altri hanno esplorato stanze, corridoi, aree comuni e giardini. Molte immagini ritraggono persone — ospiti, operatori e familiari — e dettagli della vita quotidiana come decorazioni, angoli nascosti o il retro di una sedia.
Le fotografie raccolte vengono poi messe in relazione con la storia personale dell'autore tramite una valutazione MMSE (Mini-Mental State Examination) e un'anamnesi sociale che ricostruisce lavoro, passioni e legami. Quando non emerge una correlazione riconoscibile fra scatto e biografia, l'immagine rimane un semplice documento visivo.
Fra gli scatti che hanno colpito gli operatori c'è quello di un ospite che, pur non manifestando abitualmente il desiderio di uscire, ha fotografato due volte l'esterno: una fotografia riprendeva la vista oltre una finestra, l'altra ritraeva un'immagine appesa all'interno della struttura raffigurante un lago. Questo comportamento ha sorpreso chi lo conosce da tempo.
Il progetto coinvolge anche i familiari, che hanno visto nelle fotografie indizi della personalità e delle abitudini dei propri cari. In un caso il ritratto della stanza di una donna — silenziosa e poco illuminata — ha permesso ai parenti di riconoscere tratti del suo carattere. Per alcuni familiari le immagini sono state descritte come una sorta di «consolazione», quando il contatto verbale o il riconoscimento del volto non sono più possibili.
Le fotografie realizzate nelle diverse strutture sono state esposte all'interno delle RSA e sono state protagoniste anche dell'Alzheimer Fest di Brescia. Francesca Migliorati ha sottolineato come il progetto, presente in 40 RSA Korian distribuite in sei regioni italiane, abbia dato risultati simili in contesti differenti: ad esempio, nelle strutture in Sardegna sono emerse immagini del mare, confermando secondo gli organizzatori la capacità del metodo di funzionare indipendentemente dal luogo.