Firenze · 23 Settembre 2026

A Panzano la proposta del 30% di alunni stranieri mette a rischio la primaria Dante Alighieri

La scuola, riqualificata con 2,5 milioni, ha 81 alunni di cui 43 stranieri; il sindaco Sottani teme spostamenti e impatti sociali

La soglia proposta a livello nazionale del 30% di alunni stranieri nelle singole classi rischia di mettere in discussione il futuro della scuola primaria Dante Alighieri a Panzano, frazione del comune di Greve in Chianti.

Nella prima elementare dell’anno in corso la presenza di alunni stranieri è circa del 50% e in un’altra classe si arriva al 70%. Complessivamente la scuola è frequentata da 81 studenti, di cui 43 stranieri e 38 italiani.

Il sindaco di Greve in Chianti, Paolo Sottani, esprime preoccupazione soprattutto perché l’edificio scolastico era stato recentemente oggetto di un intervento di riqualificazione. "Abbiamo fatto un investimento da 2 milioni e mezzo", ricorda il primo cittadino. Secondo il Comune, la scuola Dante Alighieri è stata "completamente rinnovata, con un edificio in classe energetica A, riscaldamento a pavimento e nuovi arredi, oltre agli interventi legati alla sicurezza statica e sismica".

La struttura è stata inaugurata all’inizio dell’anno scolastico, dopo anni di mobilitazione della comunità locale. "La popolazione voleva difendere a tutti i costi questa scuola", osserva Sottani.

Sul piano operativo il primo cittadino invita ad attendere il testo definitivo della norma e a verificare quali deroghe saranno previste. "Questo è il plesso dove abbiamo il maggior numero di studenti stranieri, che non hanno nemmeno un problema di lingua – spiega – Molti dei bambini, infatti, hanno frequentato la scuola dell’infanzia e parlano italiano. Se è solo un problema di lingua, parliamone".

Il Comune segnala la difficoltà di spostare alunni tra plessi in un territorio esteso: il Comune di Greve si estende su circa 70 chilometri e presenta frazioni distanti tra loro. "Stiamo parlando di bambini di sei anni – sottolinea Sottani – In alcuni casi gli spostamenti potrebbero richiedere anche mezz’ora". Per l’amministrazione questo scenario comprometterebbe il principio della scuola come servizio di prossimità.

Oltre agli aspetti organizzativi, il sindaco esprime timori sulle ricadute sociali ed economiche: a Greve molte famiglie straniere lavorano nel settore agricolo. "Abbiamo tante aziende agricole, molte famiglie lavorano lì, sono tutte persone che fanno girare l’economia del territorio. Quindi, come facciamo?".

Al momento il Comune non ha avviato interlocuzioni con l’Ufficio scolastico territoriale. "È solo un primo momento di preoccupazione. Vediamo cosa dirà il decreto e soprattutto che tipo di deroghe saranno previste", afferma Sottani.

Fonte: Raccontiamo Firenze

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