Semafori e trasporto pubblico: il caso approda in consiglio a Firenze
Domanda di attualità del M5S su installazioni, costi e impatto sulla viabilità
Ieri in consiglio comunale il consigliere del Movimento 5 Stelle Lorenzo Masi ha presentato una domanda di attualità sulla posa dei nuovi impianti semaforici in città e sui costi sostenuti dall’amministrazione per tali installazioni.
Masi ha richiamato le criticità della viabilità legate anche ai cantieri per la linea 3.2.1 della tramvia per Bagno a Ripoli e le osservazioni degli autisti di Autolinee Toscane sulla “sparizione” di corsie preferenziali e sui nuovi semafori, che in più punti — con riferimento a piazza Alberti — avrebbero creato un effetto tappo. Ha citato anche segnalazioni riguardanti piazza Alberti, via Bovio e la linea 6.
L’assessore alla mobilità Andrea Giorgio ha risposto ricordando che i semafori servono a regolare il traffico e a proteggere pedoni e utenze deboli. Ha inoltre illustrato il funzionamento della control room di viale Belfiore, «circa 6mila piani differenziati per i semafori, che variano a seconda dell'orario, delle circostanze, degli eventi, dei problemi di tutta la giornata, tutto l'anno», sottolineandone l’importanza nella gestione complessiva della circolazione.
Secondo Giorgio, negli ultimi anni sono stati installati «pochissimi impianti semaforici». Ha elencato quattro installazioni effettuate nel 2025: in viale Michelangelo all'altezza degli Assi, in via generale Dalla Chiesa all'altezza del campeggio, in via Vittorio Emanuele II e in via XI Agosto (legate al deposito dei bus). Ha aggiunto che, nell'ambito dei progetti tramviari (tra cui Vacs e la linea 3.2.1 per Bagno a Ripoli), nel triennio 2024-2026 sono stati posati in città 15 impianti lungo l'asse della tramvia.
Sui costi, l'assessore ha dichiarato che «il costo complessivo per le prime installazioni è sostanzialmente zero» per il Comune, perché finanziate dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti con un rimborso totale della spesa, indicata in 100.000 euro, mentre gli altri impianti connessi ai progetti tramviari sono pagati dal sistema tramviario metropolitano.
Masi ha però sottolineato che «costo zero per il Comune non significa costo zero dell’intervento» e ha chiesto di conoscere quanto siano effettivamente costati gli impianti, indipendentemente dal soggetto che ha sostenuto la spesa. Ha ribadito la preoccupazione per l’affidabilità del trasporto pubblico: «non possiamo chiedere ai cittadini di lasciare l’auto e scegliere il trasporto pubblico se poi non garantiamo un servizio affidabile. A Firenze non si sa quando si parte e non si sa quando si arriva».
Il consigliere ha chiesto che la control room sia sfruttata ulteriormente anche per migliorare la regolarità del trasporto pubblico e ha sollecitato verifiche sull’effetto delle modifiche alla viabilità e dei nuovi semafori sui tempi di percorrenza degli autobus, alla luce delle criticità segnalate dalle organizzazioni sindacali del settore.