Firenze · 10 Settembre 2026

L'Ordine degli Avvocati di Firenze scrive all'Israel Bar Association: appello per la tutela dei diritti in Cisgiordania

Lettera inviata dal presidente Sergio Paparo chiede indagini sulle violenze contro i civili palestinesi e il rispetto dello Stato di diritto

L'Ordine degli Avvocati di Firenze scrive all'Israel Bar Association: appello per la tutela dei diritti in Cisgiordania

Il Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Firenze ha approvato, durante l'adunanza del 9 settembre, una lettera aperta indirizzata all'Israel Bar Association, l'ordine forense israeliano, nella quale richiama l'attenzione sulle condizioni dei diritti fondamentali della popolazione palestinese nei territori della Cisgiordania.

Il documento, redatto in italiano e in inglese, è stato trasmesso dal presidente dell'Ordine fiorentino, Sergio Paparo, al presidente dell'Israel Bar Association, Amit Bachar. Nel testo il Consiglio esprime una «crescente e profonda preoccupazione» per le violenze contro la popolazione civile, l'espansione degli insediamenti, le demolizioni e le confische di abitazioni e terreni, le restrizioni alla libertà di circolazione e le difficoltà di accesso alla tutela giurisdizionale.

L'Ordine di Firenze ribadisce altresì la sua condanna «senza alcuna riserva» del massacro del 7 ottobre 2023 e sottolinea che la condanna della violenza contro la popolazione civile «deve essere assoluta e proprio per questo valere sempre e per tutti». Nella lettera si sollecita l'Israel Bar Association a «condannare senza ambiguità le violenze contro la popolazione civile palestinese, di assicurare che ogni episodio venga effettivamente investigato e che i responsabili siano perseguiti secondo la legge».

Il Consiglio fiorentino precisa che l'iniziativa «non intende assumere una posizione sulla complessità politica e storica del conflitto israelo-palestinese, ma richiamare quella che viene definita una responsabilità comune dell'Avvocatura: la difesa dello Stato di diritto e dei diritti fondamentali». Tra gli estratti citati nella lettera figurano affermazioni come «Il diritto non può cambiare a seconda di chi ne invoca la protezione» e «Lo Stato di diritto è universale, oppure perde la sua stessa ragione di essere».

L'Ordine sottolinea che la tutela della sicurezza di Israele e dei suoi cittadini non può essere posta in alternativa al rispetto del diritto, e chiede agli avvocati israeliani di «applicare alla tutela dei diritti della popolazione palestinese la medesima idea di Stato di diritto che avete difeso con determinazione quando avete ritenuto minacciata l'indipendenza della giurisdizione israeliana». La lettera si chiude con l'appello: «Non contro Israele. Non contro il popolo israeliano. Non in favore di un popolo contro un altro. Vi chiediamo di parlare in favore del diritto. E di farlo adesso».

L'iniziativa si inserisce in un percorso di cooperazione avviato dall'Ordine degli Avvocati di Firenze nel 2014 con l'Ordine degli Avvocati palestinese nell'ambito di programmi finanziati dall'Unione Europea. Il rapporto tra gli ordini è proseguito anche nel 2026: nel giugno scorso l'Ordine fiorentino ha ospitato nella propria Sala del Consiglio una delegazione della Palestinian Bar Association guidata dal presidente Fadi Abbas.

Fonte: Raccontiamo Firenze

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