A Firenze aumentano i semafori: opposizioni criticano, l'assessore Giorgio difende le scelte
Nuovi impianti anche lungo la linea tramviaria 3.2.1; tensione su piazza Alberti, via Mannelli e altri incroci
Negli ultimi anni a Firenze sono stati collocati decine di nuovi semafori, una parte connessa ai lavori per le nuove linee della tramvia. Le ultime installazioni si segnalano soprattutto lungo il tracciato della nuova linea 3.2.1 piazza della Libertà - Bagno a Ripoli, ma anche in altre zone della città.
Tra gli interventi citati ci sono impianti collocati tra via Mannelli (dove la viabilità è stata modificata con inversione di marcia) e Ponte al Pino, e quelli installati in corrispondenza di piazza Alberti, all'uscita e all'imbocco del cavalcavia. Altri nuovi semafori sono stati posizionati all'incrocio fra via Scialoja e via Bovio, nella zona tra via Mazzini e piazza Oberdan, e nell'incrocio fra via San Zanobi e via XXVII Aprile, quest'ultimo spesso intasato dai bus nonostante la presenza di corsia preferenziale.
Le installazioni hanno suscitato critiche da parte dei consiglieri di opposizione. Il consigliere regionale Marco Stella (Forza Italia) ha affermato che «con i nuovi semafori in piazza Alberti, i problemi del traffico sono aumentati a dismisura in quella zona» e ha sostenuto che «prima che venissero installati gli impianti semaforici, quella era una tra le poche aree della città in cui non si registravano significativi problemi di traffico». Anche il consigliere comunale Luca Santarelli (Noi Moderati) ha espresso forti riserve sul nuovo impianto in via Scialoja, definendolo «un dramma» e chiedendo che «chi di dovere con ragionevolezza riveda la scelta».
Palazzo Vecchio respinge le critiche e difende la strategia di intervento. L'assessore alla viabilità Andrea Giorgio ha sottolineato che «i semafori sono uno strumento di regolazione del traffico normale, che abbiamo ovunque» e che «quando abbiamo fatto modifiche alla viabilità, tipo in via Mannelli, abbiamo anche messo a punto un'onda verde, che scatta a 40 km/h». Giorgio ha aggiunto che «è evidente che senza un semaforo le intersezioni diventano più pericolose» e ha rivendicato l'efficacia del sistema cittadino: «abbiamo un sistema di regolazione semaforica in città che credo che sia il più avanzato d'Italia».
L'assessore ha inoltre dichiarato che sono stati predisposti «6mila piani semaforici approntati che cambiano durante il giorno, modificando tempi e fasi», e ha ricordato che l'amministrazione ha convocato una commissione aperta nel Salone dei Dugento, sulla quale — a suo dire — le opposizioni non avrebbero affrontato il tema. Palazzo Vecchio sostiene che, una volta completati i lavori legati alla tramvia e con la viabilità «a regime», la circolazione migliorerà.
Le installazioni di nuovi impianti semaforici proseguono, mentre il dibattito politico e tecnico sulla loro efficacia e sull'impatto sulla viabilità cittadina resta aperto.