Allarme RsU a Careggi: circa 200 operatori in meno, pronto soccorso sotto pressione
La Rsu denuncia la carenza di personale e chiede aumento organici e rispetto dei diritti; conferenza stampa del 7 settembre
La Rsu dell’ospedale Careggi ha tenuto una conferenza stampa lunedì 7 settembre in cui ha definito «non più sostenibile» la carenza di personale nel nosocomio fiorentino. A parlare è stato il portavoce Alessandro Vallotti, secondo cui mancherebbero complessivamente circa 200 operatori tra le diverse professioni sanitarie.
Le carenze riguardano in particolare infermieri, operatori tecnici e personale di supporto, con il pronto soccorso indicato dalla Rsu come il reparto maggiormente in sofferenza. La rappresentanza sindacale segnala che la gestione dell’organico ridotto ricade prevalentemente sui lavoratori, costretti a «continui rientri, prestazioni aggiuntive e straordinari».
Secondo la Rsu il ricorso alle ore aggiuntive può arrivare fino a un monte annuale di circa 300-350 ore in più per singolo lavoratore, un elemento che incide sullo stress lavoro-correlato e, per la rappresentanza, sulla qualità dell’assistenza offerta ai cittadini.
Nel quadro delineato dalla Rsu rientrano anche episodi di aggressioni al personale e tensioni «orizzontali» tra colleghi, fenomeni che la rappresentanza collega alle condizioni di forte stress determinate dai carichi di lavoro. Vallotti ha detto che il confronto con la direzione dell’Azienda ospedaliera è continuo e ha ribadito la necessità di «fermare» la carenza di organico.
La Rsu chiede in primo luogo un incremento degli organici e il pieno rispetto dei diritti contrattuali e di legge su ferie, permessi e congedi. Tra le richieste vi sono inoltre la riduzione del ricorso sistematico a prestazioni aggiuntive e straordinari e garanzie di condizioni di lavoro sicure e sostenibili per tutto il personale. La rappresentanza avverte inoltre del rischio che molti colleghi lascino la sanità a causa di carichi di lavoro ritenuti insostenibili.