Ciclabile di piazza della Libertà a Firenze, Fiab e Bycs: «Così è poco funzionale»
Auto in sosta, pedoni sul tracciato e pavimentazione uguale al marciapiede complicano la convivenza tra utenti
Auto parcheggiate sulla pista ciclabile, pedoni che la attraversano o la percorrono e ciclisti costretti a muoversi in uno spazio ristretto: è questo il quadro segnalato dalle associazioni Fiab Firenze e Bycs sulla pista di piazza della Libertà a Firenze, realizzata nell’ambito della riqualificazione della piazza.
Secondo Fiab, la criticità non sarebbe tanto legata a pericoli di velocità elevata — «Non è che ci sia il rischio di veicoli che magari sfrecciano a 50 all'ora», osserva Tiziano Carducci, segretario di Fiab Firenze — quanto alla funzionalità del tracciato. La mancanza di una delimitazione netta tra spazio pedonale e sede ciclabile e la presenza di un controviale che serve «davvero una manciata di posti auto» renderebbero l’infrastruttura poco efficace.
Anche Bycs punta l’attenzione sulla scelta della pavimentazione. Jacopo Bardi sottolinea come l’utilizzo dello stesso materiale e dello stesso livello del marciapiede renda difficile distinguere visivamente la sede riservata alle bici, favorendo sia l’invasione pedonale sia l’uso dell’area da parte degli automobilisti per la sosta. Bardi ricorda inoltre che su questi aspetti ci sarebbero state indicazioni da parte della Soprintendenza.
Fiab segnala che la larghezza di buona parte del tracciato lungo i viali è di due metri, misura in deroga consentita per brevi tratti, ma che il problema riguarda la lunghezza complessiva delle porzioni realizzate con questa dimensione. Questo contribuirebbe a rendere più difficoltosa la convivenza tra pedoni e ciclisti, perché chi è a piedi può non percepire la pista come uno spazio da lasciare libero.
Le associazioni ricordano inoltre che già circa un anno e mezzo fa Fiab aveva organizzato una manifestazione, insieme ad altre realtà ambientaliste, per evidenziare criticità simili nel progetto. Carducci riferisce anche di osservazioni inviate al progetto in fase preliminare: secondo quanto raccontato, alcune proposte non sarebbero state raccolte perché, al momento del confronto con la Soprintendenza sul tema delle pensiline delle fermate, il progetto sarebbe rimasto sostanzialmente invariato. Con la nuova amministrazione, aggiunge, sarebbe stato detto che alcune modifiche non erano più possibili perché «le pietre erano già state acquistate».
Per le associazioni, oltre a una diversa progettazione delle infrastrutture, serve anche una gestione più incisiva: misure di controllo e sanzioni per impedire la sosta abusiva sulle piste ciclabili. Fiab e Bycs segnalano che la situazione osservata in piazza della Libertà non è isolata e si ritrova anche in altri punti della città, come il Lungarno della Zecca Vecchia.
Le critiche riguardano quindi sia aspetti tecnici — materiali e qualità della pavimentazione, assenza di separazioni chiare, larghezza dei tratti — sia la necessità di un’applicazione più rigorosa delle regole per garantire la funzionalità della pista, che per le associazioni dovrebbe diventare una «spina dorsale della ciclabilità della città».