Circa 2.000 persone a Firenze per il presidio in memoria di Lorena Isceri
Candele, fiori e striscioni in via Panciatichi; la sindaca Funaro chiede più prevenzione e denunce ai primi segnali
Circa 2.000 persone hanno partecipato la sera del 6 settembre 2026 al presidio organizzato in via Panciatichi a Firenze su iniziativa di Palazzo Vecchio e della sindaca Sara Funaro. I presenti hanno acceso candele, lasciato fiori e biglietti sotto il civico 53, dove viveva Lorena Isceri, e hanno esposto drappi e striscioni con slogan contro la violenza di genere.
Sotto al numero civico 53 sono stati lasciati messaggi in ricordo della 45enne, rapita e uccisa giovedì scorso dall’ex compagno Federico Vella. Secondo quanto ricostruito, Vella avrebbe chiuso la donna nel bagagliaio dell’auto, portandola fino a un viadotto dell’autostrada A1 nei pressi di Barberino del Mugello, dove l’avrebbe gettata dal ponte; successivamente l’uomo si sarebbe tolto la vita.
Alla manifestazione hanno partecipato diversi sindaci e amministratori dell’area fiorentina, tra cui la prima cittadina di Barberino del Mugello, Sara Di Maio. Erano presenti anche consiglieri comunali, assessori e molte famiglie con bambini.
La sindaca Funaro, intervenuta al presidio, ha richiamato l’urgenza di «mettere in campo sempre più politiche di prevenzione e denunciare al primo segnale», avvertendo del rischio di normalizzazione dei femminicidi nel Paese. Funaro ha chiesto che le istituzioni siano pronte a condannare e fermare qualsiasi segnale di violenza, anche quando è solo percepito in forma lontana.
Al presidio è salita da Squinzano, in provincia di Lecce, la madre di Lorena: la sindaca l’ha abbracciata a lungo davanti al palazzo dove la donna abitava. «Si sente l’affetto, vi ringrazio tutti», ha detto la madre prima di rientrare nel condominio.
Tra i partecipanti anche i genitori di Michela Noli, uccisa nel maggio 2016 dall’ex marito: la madre, Paola Alberti, ha dichiarato che «bisogna fare qualcosa di concreto, agire. E per agire bisogna essere compatti, perché è responsabilità di ognuno. Dobbiamo dire basta».
A conclusione dell’iniziativa Funaro ha invitato i presenti ad alzare le candele per un minuto di silenzio; al termine è seguito un lungo applauso. La sindaca ha inoltre richiamato l’importanza dell’educazione affettiva: «Noi per primi, rappresentanti delle istituzioni, quando percepiamo anche lontanamente un segnale di violenza… dobbiamo condannarlo e fermarlo». Ha aggiunto che a Firenze l’educazione affettiva è già attiva e che il governo dovrebbe valutare di renderla prassi consolidata in tutte le scuole d’Italia.