Firenze · 04 Settembre 2026

Bagno a Ripoli accoglie una famiglia di Gaza: un appartamento e una rete di servizi per l'inserimento

Il Comune mette a disposizione una casa ad Antella e avvia un progetto di integrazione con Meyer e la Fondazione Giovanni Paolo II

Bagno a Ripoli accoglie una famiglia di Gaza: un appartamento e una rete di servizi per l'inserimento

Il Comune di Bagno a Ripoli ha annunciato la messa a disposizione di un appartamento di sua proprietà nella frazione di Antella per l’accoglienza di una famiglia proveniente dalla Striscia di Gaza, composta da una madre, quattro figli e il nonno. L’alloggio sarà concesso per i prossimi tre anni e necessita di piccoli interventi per migliorarne l’accessibilità prima dell’ingresso della famiglia.

La famiglia si trova in Italia da circa un anno: uno dei bambini ha riportato una grave disabilità motoria a seguito di un bombardamento ed è seguito dall’AOU Meyer Irccs di Firenze. L’intervento del Comune non si limita alla disponibilità dell’abitazione, ma è pensato come un progetto di “accoglienza di comunità” che metta in rete servizi e realtà del territorio.

Il progetto è stato costruito in collaborazione con la Fondazione Giovanni Paolo II, l’AOU Meyer, la Regione Toscana, il Calcit Chianti Fiorentino e numerose associazioni e volontari locali. Tra le realtà che hanno già manifestato disponibilità sono citate la Misericordia di Antella, la Croce Rossa Bagno a Ripoli, la Fratellanza Popolare di Grassina, la Caritas e il doposcuola di Antella.

Particolare attenzione sarà riservata ai minori: l’inserimento scolastico è indicato come una priorità e sono in corso verifiche per l’ingresso dei bambini nelle scuole del territorio, con il coinvolgimento, tra gli altri, dell’Istituto comprensivo “Antonino Caponnetto”. Saranno inoltre individuate soluzioni per garantire gli spostamenti del bambino con disabilità motoria e percorsi di apprendimento della lingua italiana per gli adulti.

La Fondazione Giovanni Paolo II, che ha sede a Firenze e conduce progetti di cooperazione internazionale, accompagnerà la famiglia nell’ambito del proprio progetto decennale di accoglienza in Italia per nuclei richiedenti asilo. In collaborazione con la Prefettura di Firenze, la Fondazione ospita da ottobre scorso altre tre famiglie provenienti dalla Striscia di Gaza nella canonica della comunità parrocchiale di Sant’Agata in Arfoli, per un totale di 14 persone, di cui 8 minorenni.

La Fondazione assicurerà il supporto operativo per le pratiche burocratiche, la presenza di un’operatrice di origine palestinese che fungerà anche da mediatrice linguistica e culturale, e l’organizzazione di iniziative di apertura alla comunità per favorire l’integrazione.

Ieri pomeriggio, nei locali del Meyer, è stato firmato il protocollo di collaborazione tra Comune di Bagno a Ripoli e Fondazione Giovanni Paolo II per disciplinare l’utilizzo dell’immobile, il coordinamento degli interventi e la collaborazione tra i soggetti coinvolti. Alla firma erano presenti, fra gli altri, il sindaco Francesco Pignotti, il presidente della Fondazione Damiano Bettoni, la vicepresidente della Regione Toscana Mia Diop e il direttore generale dell’AOU Meyer Federico Gelli.

Il sindaco Francesco Pignotti ha dichiarato che l’obiettivo è costruire «una comunità capace di prendersi cura di questo nucleo familiare, di sostenerlo e accompagnarlo rispettandone l'autonomia». L’assessora al Welfare Sandra Baragli ha sottolineato la duplice finalità del progetto: rispondere all’emergenza e creare le condizioni per un percorso di autonomia e integrazione.

Federico Gelli ha ricordato che, dall’inizio del conflitto, il Meyer ha curato trenta bambini palestinesi e si è occupato anche dell’accoglienza dei loro nuclei familiari. Damiano Bettoni ha evidenziato il valore dell’intreccio di solidarietà e la volontà di creare condizioni perché chi è fuggito dalle bombe possa «tornare a immaginare un futuro".

Fonte: Raccontiamo Firenze

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