Omicidio-suicidio sull'A1 a Barberino del Mugello: l'Ordine degli Psicologi toscani invoca educazione emotiva e prevenzione
La presidente Gulino sottolinea la necessità di educare alle emozioni, coinvolgere uomini e costruire reti di sostegno
I fatti
La vicenda avvenuta sull'Autostrada A1 si è conclusa con la morte di Lorena Isceri, 47 anni, dirigente d'azienda nel settore farmaceutico veterinario, originaria del Leccese e residente a Firenze, e di un uomo identificato come Federico Vella. La relazione tra i due si sarebbe interrotta all'inizio di agosto, al rientro da una vacanza nelle isole greche, e secondo la ricostruzione l'uomo non avrebbe accettato la separazione.
Secondo quanto riportato, Isceri sarebbe stata avvicinata dall'ex compagno e portata via contro la sua volontà. Durante lo spostamento in auto verso nord la donna sarebbe riuscita a lanciare l'allarme, contattando il numero unico di emergenza e una persona di fiducia. La segnalazione ha fatto scattare immediatamente le ricerche e una pattuglia della polizia stradale ha individuato la vettura nei pressi del viadotto Lora, nel territorio di Barberino del Mugello, lungo l'A1. L'intervento si è poi concluso con la morte di entrambi: l'uomo avrebbe dapprima lanciato la donna nel vuoto e successivamente si sarebbe suicidato.
Le indicazioni dell'Ordine degli Psicologi della Toscana
Maria Antonietta Gulino, presidente dell'Ordine degli Psicologi della Toscana e del Consiglio nazionale degli psicologi, ha richiamato l'attenzione sulla necessità di rafforzare la prevenzione attraverso l'educazione emotiva e affettiva. "Il femminicidio avvenuto sull’A1 ci lascia attoniti per l’ennesima volta e ci obbliga ancora una volta a ribadire quanto sia preventivo educare alle emozioni, al rispetto dell’altro e alla capacità di chiedere aiuto. Dolore, perdita, sofferenza, rifiuto, rabbia e frustrazione fanno parte di ogni esperienza umana: sono emozioni complesse che devono poter essere riconosciute, espresse e gestite, perché non si trasformino in comportamenti distruttivi o violenti e in statistiche mortali".
"Quando parliamo di femminicidio non possiamo limitarci a interrogarci soltanto sul disagio individuale", ha aggiunto Gulino. "C’è una dimensione culturale e relazionale sulla quale dobbiamo intervenire con molta più determinazione. Esistono ancora modelli secondo i quali il rifiuto, la separazione, la perdita del controllo sulla partner o la frustrazione vengono vissuti come un affronto intollerabile. È proprio su questi modelli che dobbiamo lavorare, coinvolgendo anche e soprattutto gli uomini".
"Prevenire la violenza significa insegnare fin da piccoli che una relazione non è possesso, che l’altra persona non ci appartiene e che un rifiuto o la fine di una relazione devono poter essere accettati", ha proseguito la presidente. "Significa anche aiutare ragazze e ragazzi a riconoscere la rabbia, la gelosia, la frustrazione dell’abbandono, il fallimento di una relazione, senza trasformarle in controllo, prevaricazione o aggressività. L’educazione affettiva ed emotiva è quindi uno strumento concreto di prevenzione".
Gulino ha inoltre sottolineato l'importanza di riconoscere precocemente segnali di disagio e di chiedere aiuto: "Chiedere aiuto non è una debolezza. Significa riconoscere che in alcuni momenti della vita le proprie risorse non sono sufficienti e che è possibile farsi accompagnare. Dobbiamo superare quei modelli culturali, ancora molto presenti soprattutto negli uomini, che fanno percepire la vulnerabilità come una colpa, un difetto o una perdita di forza. Imparare a parlare delle proprie emozioni, accettare la frustrazione e chiedere sostegno sono competenze che possono e devono essere costruite".
Infine la presidente ha ricordato che il contrasto alla violenza di genere non può limitarsi a un'unica giornata di mobilitazione ma deve tradursi in interventi costanti e articolati sul territorio: scuole, famiglie, servizi, associazioni e luoghi di aggregazione devono essere coinvolti, così come la comunità nel suo complesso, per proteggere le vittime e lavorare preventivamente sulla cultura delle relazioni e del rispetto.