Firenze · 03 Settembre 2026

Archiviata a Firenze l'indagine su Giovanni e Teresa Grandi per un messaggio privato su Instagram

Il gip ha disposto l'archiviazione delle accuse presentate dal console onorario Marco Carrai

La Procura di Firenze aveva aperto un fascicolo dopo la denuncia presentata dal console onorario dello Stato di Israele a Firenze, Marco Carrai, in seguito a un messaggio privato su Instagram inviato dall'account «Teresagrandi». Nel luglio dello scorso anno la risposta alla «storia» pubblicata da Carrai — intitolata «Israele è libertà e non apartheid» — recava la frase «Israele è odio e morte», scritta dal profilo della figlia ma partita da un cellulare intestato a Giovanni Grandi.

Sotto la lente degli investigatori erano finite le posizioni del riminese Giovanni Grandi, ex operatore delle missioni di peacemaking all'estero della Comunità Papa Giovanni XXIII e della figlia Teresa. A loro erano state contestate, a vario titolo, le ipotesi di istigazione all'odio razziale, antisemitismo, minaccia a corpo diplomatico, diffamazione aggravata e sospetti legami con il terrorismo islamico. Gli agenti della Digos avevano effettuato perquisizioni e sequestrato computer e cellulari per acquisire elementi investigativi.

I legali di Giovanni e Teresa, gli avvocati Maurizio e Martina Ghinelli, hanno evidenziato al giudice elementi difensivi rilevanti, sottolineando il profilo di Grandi come pacifista cattolico e operatore umanitario. Nella memoria difensiva è richiamata l'attività non violenta svolta da Grandi in Bosnia e in Palestina con l'Ong «Operazioni Colomba» e la sua esperienza descritta nel libro «Un tè a Ramallah». Gli avvocati hanno sostenuto che la critica allo Stato di Israele, per quanto dura, non costituisce automaticamente antisemitismo e rientra nella tutela della libertà di manifestazione del pensiero.

Sulla contestazione relativa alla minaccia a un corpo diplomatico, la difesa ha inoltre osservato che la figura del console onorario «non è un funzionario di carriera» né rappresenta un organo collegiale, ma svolge compiti di assistenza e promozione culturale ed economica, richiamando quindi una diversa valutazione della qualifica tutelata.

Il gip del Tribunale di Firenze ha accolto le argomentazioni difensive e, nell'agosto di quest'anno, ha disposto l'archiviazione delle accuse mosse da Marco Carrai nei confronti di Giovanni e Teresa Grandi. Giovanni Grandi ha definito la querela «una querela temeraria», raccontando lo shock per la perquisizione all'alba e riferendo che, dopo aver lasciato la Comunità Papa Giovanni XXIII, è diventato imprenditore agricolo. Ha inoltre dichiarato che la famiglia sta valutando se chiedere un risarcimento per le spese legali sostenute e gli effetti dell'indagine.

Fonte: Raccontiamo Firenze

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