Piazza Indipendenza, il bagno pubblico chiuso da due anni: il Comitato segnala disservizi e problemi
Porta chiusa, ambulanti e residenti chiedono il ripristino del servizio; criticità anche sul parcheggio dei furgoni del mercato
La porta con il cartello «toilette chiusa» è rimasta chiusa da due anni: il bagno pubblico di piazza Indipendenza, che dovrebbe essere a disposizione di chi vive e attraversa la zona, è inutilizzabile.
Per il Comitato Piazza Indipendenza la riapertura del servizio sarebbe importante: «Far funzionare nuovamente il bagno pubblico sarebbe utile per chi, quotidianamente, frequenta la piazza e soprattutto per gli ambulanti del mercato» spiega Ornella Grassi, presidente del Comitato. Grassi segnala anche che «purtroppo ci sono ancora alcune persone che fanno i bisogni per strada».
Secondo il racconto del Comitato, il bagno chiuso era arrivato in sostituzione di una precedente toilette pubblica. «Quello precedente arriva dopo un altro bagno pubblico, che era diventato inutilizzabile dopo essere stato intasato dalle siringhe. – continua Grassi – Adesso abbiamo questo che, per qualche tempo ha anche funzionato, ma ora è fermo».
Il tema del bagno si inserisce in un quadro più ampio sul rapporto tra la piazza e chi la vive. Il Comitato sottolinea le iniziative messe in campo per recuperare la funzione dello spazio: «noi come Comitato abbiamo fatto un grande lavoro – sottolinea Grassi – Attività per bambini, anziani e residenti, iniziative che hanno cercato di riportare le persone dentro la piazza e di restituirle una funzione diversa». A confronto con il passato, «da come era anni fa la situazione è nettamente migliorata», aggiunge il Comitato ricordando periodi in cui «arrivavano a radunarsi fino a 150 persone contemporaneamente: mangiavano, sporcavano e occupavano la piazza».
Testimonianze di chi ha vissuto la zona offrono prospettive diverse. Rosa, che ha abitato nelle vie limitrofe dal 1968 al 2000, ricorda: «Eravamo dieci famiglie in un solo condominio, scendevamo in piazza e i nostri figli giocavano tutti insieme. Si stava benissimo, ora questa Firenze non c’è più». Oggi la piazza è attraversata da diverse presenze: panchine occupate, rider in attesa delle consegne, commercianti al lavoro e ambulanti per il mercato dell'antiquariato.
Chi lavora nella zona segnala criticità e comportamenti di disturbo. «Non c’è niente di male al fatto che i rider sostino qui, anzi, fanno bene, ma almeno dovrebbero tenere pulito» racconta Giorgio, che lavora nella zona. Mauro, commerciante di via Ventisette Aprile, riferisce che «è capitato che facessero il loro ingresso persone in stato alterato o sotto l’uso di sostanze stupefacenti», e segnala che i clienti parlano spesso del degrado della piazza. Paolo osserva che «qui oramai ci sono persone che vengono appositamente per vendere e comprare droga», mentre Fabio, parrucchiere della zona, invita a una lettura meno negativa: «A me la piazza sembra migliorata parecchio negli anni. Durante il giorno è possibile trovare il personaggio un po' strano, ma niente che non puoi trovare da altre parti della città».
Un'ulteriore questione sollevata dal Comitato riguarda il mercato dell'antiquariato: «I furgoni e i camion degli ambulanti - racconta Grassi - vengono spesso parcheggiati direttamente sulla piazza, con il rischio di danneggiarne la pavimentazione. Prima, quando Cecilia Del Re era assessora, fece fare una convenzione con il parcheggio della Fortezza, ma non lo usano».
Tra una lattina lasciata su una panchina, un furgone parcheggiato e la porta chiusa che nasconde il bagno pubblico, piazza Indipendenza continua a raccontare una trasformazione che per alcuni è miglioramento e per altri resta incompiuta.