Autista aggredito in piazza Dalmazia: sindacati proclamano presidio per sicurezza e orari
Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Ugl convocano il 3 settembre davanti alla Prefettura per chiedere interventi concreti
Il 27 agosto un autista della linea 2 di Autolinee Toscane è stato aggredito intorno alle 18 in piazza Dalmazia a Firenze. Secondo la ricostruzione fornita dalle organizzazioni sindacali, il conducente sarebbe stato prima minacciato di morte e poi colpito ripetutamente al volto. Sul posto sono intervenute la polizia, che ha identificato l’aggressore, e un’ambulanza; l’autista ha ricevuto cure ospedaliere, con una prognosi di dieci giorni e alcuni punti di sutura al volto.
A seguito dell’episodio Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Ugl Autoferrotranvieri hanno indetto un presidio per giovedì 3 settembre, dalle 11 alle 12:30, davanti alla Prefettura di Firenze in via Cavour 1. Le organizzazioni chiedono risposte immediate dalle istituzioni per una situazione che definiscono ormai insostenibile per i lavoratori e per gli utenti del servizio.
Al centro delle rivendicazioni c’è la sicurezza a bordo: i sindacati sollecitano la piena applicazione del Protocollo sulla sicurezza siglato nel dicembre 2025, l’attivazione delle squadre ispettive previste dal Protocollo, una maggiore presenza delle forze dell’ordine sugli autobus e l’incremento del personale di esercizio e degli ausiliari della sosta. Chiedono inoltre formazione specifica per il personale nella gestione dei conflitti e campagne informative rivolte ai passeggeri sulle conseguenze penali delle aggressioni.
I rappresentanti dei lavoratori pongono inoltre l’accento sull’organizzazione del servizio: secondo le sigle, tempi di percorrenza non adeguati e mancato rispetto degli orari alimentano tensioni a bordo e contribuiscono ai disservizi. Per questo viene richiesta una revisione immediata di tempi e orari, misura già sollecitata a Regione e Comune di Firenze.
Tra le proposte avanzate c’è anche la richiesta che Regione e Comuni si costituiscano parte civile per il danno subito dalla collettività a causa delle aggressioni e del servizio compromesso. I sindacati sottolineano di aver privilegiato finora il confronto con le istituzioni, evitando lo sciopero, ma chiedono ora un cambio di passo e un confronto immediato per ottenere risposte concrete.