Franchi: riserve dell’appaltatore per 1,7 milioni e richiesta di 30 giorni; il consiglio chiede chiarimenti, il Comune nega nuovi costi
Scontro tra il consigliere Sabatini e l’assessora Perini su tempi, varianti e contabilizzazione delle lavorazioni
Il confronto sul cantiere dello stadio Artemio Franchi è tornato al centro del dibattito politico cittadino dopo la presa visione, da parte del consigliere comunale della Lista Schmidt Massimo Sabatini, della documentazione relativa a quattro riserve presentate dall’impresa appaltatrice.
Sabatini ha dichiarato di essere entrato in possesso dei documenti il 28 agosto, dopo «oltre tre mesi, ripetuti solleciti, rinvii, l'intervento della Segretaria Generale e infine una diffida». Secondo il consigliere, le prime tre riserve ammonterebbero complessivamente a circa 1,7 milioni di euro e conterrebbero anche la richiesta di almeno 30 giorni aggiuntivi per l'esecuzione dei lavori.
La più consistente delle tre riserve è, nelle ricostruzioni riportate da Sabatini, riferita alla «riprofilatura in legno della Maratona», per la quale viene indicata una somma di 1,4 milioni di euro. Sempre secondo il consigliere, queste tre riserve sarebbero originate da ordini di servizio impartiti dal Comune nel dicembre 2025 e l’appaltatore avrebbe ipotizzato la possibilità di superarle ricorrendo a una nuova variante.
Di particolare preoccupazione per Sabatini è la quarta riserva, nella quale l’impresa denuncia un «anomalo andamento dei lavori», parlando di frammentazione, discontinuità, perdita di produttività e di «mutevoli esigenze della Committente». Nella stessa riserva sarebbe sostenuto che il contratto sarebbe stato trasformato in un «appalto a regia» e si prospetterebbero ulteriori richieste di danni ancora da quantificare.
Il consigliere ha chiesto chiarimenti sull'entità dei costi già sostenuti per correggere e modificare il progetto originario e su quante delle pretese dell'appaltatore siano state assorbite dalle varianti senza essere contabilizzate come riserve. Ha inoltre annunciato la presentazione di un Question Time per il prossimo 7 settembre.
Sull’avanzamento dei lavori, Sabatini ha richiamato il cronoprogramma contrattuale, ricordando che i rivestimenti e i controsoffitti della copertura della nuova Curva Fiesole avrebbero dovuto iniziare rispettivamente il 23 giugno e il 7 luglio 2026, e ha mostrato fotografie per sostenere che quelle lavorazioni non sarebbero state avviate.
L’assessora allo Sport Letizia Perini ha risposto respingendo l’ipotesi di nuovi extracosti per Palazzo Vecchio: «Non c'è alcuno scandalo da denunciare. C'è un appalto complesso che viene gestito attraverso gli strumenti previsti dalla legge, con l'obiettivo di tutelare le risorse pubbliche e portare avanti i lavori del Franchi nel rispetto degli impegni assunti con la città. E non si tratta di lavorazioni e costi ulteriori rispetto a quelli già annunciati».
Perini ha spiegato che la complessità dell’intervento e la necessità di mantenere lo stadio funzionante durante il cantiere rendono inadeguata una valutazione basata sulla semplice somma di varianti e riserve. Sulle prime tre riserve l’assessora ha precisato che «riguardano lavorazioni disposte dalla stazione appaltante attraverso specifici ordini di servizio e successivamente eseguite dall’appaltatore» e che la loro definizione economica «deve quindi essere ricondotta agli atti di variante e alla successiva contabilizzazione delle lavorazioni, secondo le procedure previste per l’esecuzione dell’appalto».
Rispetto alla quarta riserva, Perini ha osservato che essa contiene «valutazioni unilaterali dell’appaltatore sull’andamento complessivo dell’appalto» e che anche queste saranno esaminate dall’Amministrazione «attraverso le procedure previste, sulla base degli elementi tecnici, amministrativi e contabili che emergeranno».