Difesa del suolo: per il 2026 quasi 28 milioni e 46 interventi nel Documento operativo
A questi si aggiungono 60 milioni del Pnrr e 25 milioni dal Piano nazionale, con attenzione anche all'Arno e al reticolo minore
Per il 2026 la Regione Toscana ha previsto circa 28 milioni di euro per 46 interventi inseriti nel Documento operativo per la difesa del suolo (Dods). A queste risorse si sommano 60 milioni del Pnrr, destinati a interventi da concludere entro il 30 giugno 2026, e altri 25 milioni provenienti dal Piano nazionale 2025, per i quali sono in corso le procedure di affidamento dei lavori. Complessivamente gli investimenti raggiungono quota 113 milioni di euro tra il 2026 e il 2027.
Il quadro degli interventi è stato illustrato dal presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, che ha sottolineato il cambiamento d’approccio alla sicurezza del territorio. “La difesa del suolo è diventata una delle priorità assolute della Regione e una delle voci più importanti del nostro impegno nelle opere pubbliche - ha spiegato Giani - I cambiamenti climatici hanno modificato radicalmente lo scenario nel quale siamo chiamati a intervenire: eventi meteorologici sempre più intensi e concentrati ci impongono non soltanto di aumentare le risorse, ma di cambiare l’approccio alla sicurezza del territorio”.
Il Dods prevede interventi realizzati direttamente dalla Regione, attraverso il Genio Civile, oppure in collaborazione con Consorzi di bonifica, Comuni, Province e altri enti del territorio, sulla base di apposite convenzioni. Tra i criteri adottati per individuare e progettare le opere sono indicati la sostenibilità ambientale, la cantierabilità e la massima efficacia nella mitigazione del rischio idraulico e idrogeologico.
Una parte importante della strategia regionale riguarda le opere per la sicurezza idraulica dell'Arno. Dopo la cassa di espansione di Pizziconi, già realizzata, sono in corso gli interventi a Restone e Prulli. “Opere strategiche che, una volta completate, consentiranno complessivamente di trattenere circa 15 milioni di metri cubi d’acqua in caso di piena, aumentando in maniera decisiva la sicurezza idraulica dell’Arno e dei territori a valle” ha evidenziato Giani.
La Regione sottolinea inoltre la necessità di intervenire in modo capillare sul reticolo idraulico minore: gli effetti dei cambiamenti climatici rendono infatti torrenti e corsi d’acqua di dimensioni ridotte potenziali elementi di rischio. La programmazione comprende nuovi argini, casse di espansione, interventi sugli alvei, una maggiore conoscenza del territorio e il potenziamento delle risorse e del personale necessari per affrontare le situazioni di rischio.
Per il 2026 la capacità complessiva di investimento della Regione per le opere pubbliche arriverà a circa 200 milioni di euro. Per Giani la prevenzione non può restare un intervento occasionale: “La prevenzione non può più essere considerata un intervento straordinario: deve diventare una componente strutturale delle politiche pubbliche”.