Montedomini, il comitato Salviamo Firenze integra l'esposto su tre assegnazioni immobiliari
Segnalate presunte anomalie su via Maccari, via Faenza e via Guelfa; l'Asp respinge le accuse e si dice disponibile a collaborare con la magistratura
Il comitato Salviamo Firenze per viverci ha presentato il 29 ottobre un'integrazione all'esposto già depositato il 4 agosto, denunciando presunte anomalie nella gestione degli immobili di Montedomini a Firenze. Il portavoce del comitato, Massimo Torelli, ha illustrato tre casi sui quali si chiede chiarezza.
Secondo la segnalazione del comitato, nei procedimenti di assegnazione tramite avvisi pubblici pochissimi soggetti si sarebbero aggiudicati più lotti, spesso risultando gli unici partecipanti e senza rilanci sulla base d'asta. "Presentiamo un approfondimento su chi ha vinto gli avvisi: pochissimi soggetti si sono aggiudicati più lotti, quasi sempre essendo gli unici partecipanti. Poi valuterà la magistratura se ci sono spunti di interesse", ha dichiarato Torelli.
Il primo caso segnalato riguarda l'immobile di via Maccari 101-103, dove la cooperativa Chicco di Grano aveva contestato di non essersi aggiudicata due avvisi per pochi euro senza conoscere le ragioni dell'esito. Il comitato sostiene che uno degli immobili sarebbe stato assegnato alla ditta edile incaricata delle manutenzioni dello stabile.
Il secondo caso riguarda due lotti in via Faenza 38, attribuiti — sempre secondo il comitato — a una ditta il cui oggetto sociale risulterebbe la vendita al dettaglio su strada. Salviamo Firenze segnala che in questi casi l'aggiudicatario sarebbe stato l'unico partecipante e non avrebbe effettuato rilanci rispetto alla base d'asta.
Il terzo approfondimento interessa gli immobili di via Guelfa 77 e via Faenza 44, che il comitato indica come aggiudicati a un unico partecipante con rilanci nulli o limitati a dieci euro al mese. Il comitato segnala inoltre che la società aggiudicataria avrebbe come oggetto sociale esclusivamente gli affitti a fini turistici e che, per il civico 44 di via Faenza, esisterebbe un vincolo d'uso per attività sociali previsto da Montedomini in altri avvisi.
Salviamo Firenze afferma anche che negli immobili sarebbero state svolte attività di affitti brevi nonostante, a loro dire, l'avviso del 2021 non prevedesse clausole che le consentissero. Il comitato segnala infine che, benché l'attività turistica non fosse ancora iniziata, sarebbero proseguiti importanti lavori edili mentre la società risultava in liquidazione, con la successiva rimozione dei cartelli di cantiere.
Montedomini (Asp) ha risposto chiedendo che il confronto si svolga su elementi verificabili e respingendo le accuse non provate: "Basta allusioni e accuse non provate. La pubblicità dei bandi relativi a via Guelfa, via Faenza e via Maccari, l'indicazione delle condizioni di partecipazione e dei criteri di assegnazione e la documentazione degli atti sono i capisaldi della gestione degli immobili dell'azienda", ha dichiarato l'azienda, sottolineando la disponibilità a fornire chiarimenti nelle sedi competenti.
Sulla questione relativa alla cooperativa Chicco di Grano, Montedomini precisa che per l'immobile di via Maccari 101-103 la proposta presentata non sarebbe stata la più alta economicamente, come previsto dal bando, e che quindi l'esito della procedura è stato determinato dal criterio previsto nell'avviso.
L'Asp ha fornito chiarimenti anche sulla società Back In, indicata come aggiudicataria di alcuni immobili: secondo l'azienda i lavori di ristrutturazione previsti dal bando non sarebbero stati eseguiti e il contratto sarebbe stato risolto. Gli immobili sarebbero attualmente liberi e bisognosi di interventi di restauro.
"La magistratura deve fare il suo lavoro e da parte nostra non mancherà mai rispetto e collaborazione verso gli inquirenti, perché è nel primario interesse dell'azienda la verifica di possibili reati", ha concluso Montedomini, che ha annunciato la disponibilità a difendere in sede legale l'onorabilità dell'azienda da quelle che definisce accuse non documentate.