Firenze · 29 Ottobre 2026

Fucecchio, famiglie di Casa di Ventignano chiedono garanzie per i centri autismo durante gli scioperi

Quattordici genitori hanno inviato una lettera alla Regione per riconoscere la continuità assistenziale come servizio essenziale

Fucecchio, famiglie di Casa di Ventignano chiedono garanzie per i centri autismo durante gli scioperi
Immagini realistiche prodotte fedelmente al contesto della notizia con Freia

Una lettera aperta firmata da 14 genitori e inviata anche via e-mail è al centro delle preoccupazioni delle famiglie i cui figli frequentano Casa di Ventignano, il centro diurno specializzato nell'autismo di Fucecchio. I firmatari chiedono alla Regione Toscana di riconoscere i servizi per l'autismo come essenziali e di garantire una continuità assistenziale minima anche durante le mobilitazioni sindacali.

L'incertezza riguarda in particolare la possibile sospensione delle attività in occasione dello sciopero generale di venerdì 30 ottobre. Le famiglie segnalano che, oltre allo sciopero, la situazione è aggravata dalle occupazioni in corso in diversi istituti superiori: alcuni ragazzi sono già a casa "da martedì", con ripercussioni sull'organizzazione quotidiana.

"Non si può improvvisare con un ragazzo autistico", spiega Simona Anichini, madre di uno degli utenti del centro. "Deve essere preparato a quello che farà il giorno dopo, bisogna programmare la giornata. Quando viene interrotta la routine, il passaggio non è sempre facile. Gestire gli imprevisti è la cosa più difficile".

Anichini racconta di aver dovuto rifiutare incarichi di lavoro perché il figlio è a casa e di non sapere ancora se venerdì il centro resterà aperto. Le famiglie sottolineano che, in assenza del servizio, non è semplice trovare alternative: per un ragazzo autistico "non è che puoi chiamare una babysitter: ti serve un professionista che sappia trattare ragazzi con questo tipo di disturbo".

Nel testo della lettera i genitori dichiarano di riconoscere il diritto di sciopero, ma chiedono di essere messi nelle condizioni di organizzare le giornate dei figli nel modo meno traumatico possibile. Ribadiscono che i cambiamenti improvvisi possono provocare crisi comportamentali di diversa natura e che la continuità delle figure competenti è fondamentale per il benessere dei ragazzi.

La richiesta formale rivolta alla Regione è dunque di inserire tempestivamente i servizi per l'autismo tra quelli che devono garantire una continuità assistenziale minima, riconoscendone il carattere essenziale. L'appello è stato inviato, oltre che al presidente Eugenio Giani, alla direttrice di Casa di Ventignano Veronica Bagni, alla responsabile territoriale dei servizi sociali Silvia Giorli, al direttore generale dell'Ausl Toscana Centro Valerio Mari, alla direttrice della cooperativa Colori Simona Tinti, alla sindaca di Fucecchio Emma Donnini, all'assessora regionale alla Salute Monia Monni e alla psicologa dell'Ausl Toscana Centro Francesca Bagnoli.

"L'ho inviata via email a tutte le figure indicate nella lettera, ma per ora non ho ricevuto nessuna risposta", conclude Anichini. Le famiglie restano in attesa di un riscontro istituzionale per evitare che, ad ogni sciopero, debbano affrontare da sole l'incertezza sulla continuità dei servizi dedicati ai loro figli.

Fonte: Raccontiamo Firenze

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