Firenze · 23 Ottobre 2026

Alla primaria Michelet di Bagno a Ripoli un nuovo bosco didattico: piantati circa 30 esemplari

Unicoop Firenze, sezione soci e Comune insieme agli alunni per trasformare il giardino in aula verde

Alla primaria Michelet di Bagno a Ripoli un nuovo bosco didattico: piantati circa 30 esemplari
Immagini realistiche prodotte fedelmente al contesto della notizia con Freia

Il 23 ottobre 2026 il giardino della scuola primaria Michelet di Bagno a Ripoli è stato oggetto di un intervento di piantumazione: sono stati messi a dimora circa 30 tra arbusti e alberi forestali, con l'intento di trasformare l'area in un'aula a cielo aperto e in una riserva di biodiversità.

L'iniziativa è frutto della collaborazione tra Unicoop Firenze, la sezione soci Coop locale e il Comune di Bagno a Ripoli. Alla piantumazione hanno partecipato gli alunni e gli insegnanti insieme al vicesindaco Francesco Conti e alla presidente della sezione soci Coop, Rossella Liuti.

L'intervento fa parte delle proposte educative 2026/2027 di Unicoop Firenze dedicate all'ambiente, al benessere, alla cultura e alla solidarietà. Nei mesi successivi i bambini saranno coinvolti direttamente nella cura quotidiana e nello studio delle nuove piante, per favorire l'apprendimento sul valore della biodiversità e della gestione degli spazi comuni.

Francesco Pignotti e Francesco Conti (sindaco e assessore alla scuola del Comune di Bagno a Ripoli): “Investire nell’educazione ambientale significa investire nel futuro della comunità. Questo bosco non è solo uno spazio verde, ma un luogo formativo dove le nuove generazioni imparano il valore della biodiversità e della responsabilità verso i beni comuni. Ringraziamo Unicoop Firenze per questo progetto di cittadinanza attiva”.

Tommaso Perrulli (Responsabile proposte educative Unicoop Firenze): “Il traguardo del sesto anno conferma la validità di questo modello basato sulla co-progettazione. Piantare un albero insegna ai più piccoli a coltivare relazioni sane sia con la natura che all'interno del gruppo classe”.

Fonte: Raccontiamo Firenze

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