Incursione al Da Vinci: una trentina di giovani si riversano nel cortile, preside parla di "oppressione"
Gruppi di ragazzi radunati dai cancelli da sabato; la dirigente Francesca Balestri segnala petardi, fumogeni e motorini che ostacolano l'ingresso
Nella mattinata di mercoledì 21 ottobre 2026, mentre professori e studenti stavano entrando nell'Itis Leonardo Da Vinci di Firenze, una trentina di ragazzi ha scavalcato un muretto ed è entrata nel cortile dell'istituto. L'incursione, durata circa un minuto, è stata fermata dall'intervento del personale scolastico e dall'arrivo di una volante della polizia di Stato; alla vista delle sirene i giovani sono tornati indietro e hanno lasciato l'area.
La dirigente scolastica Francesca Balestri ha raccontato che l'episodio è l'ultimo di una serie di raduni iniziati sabato scorso: gruppi di giovani si concentrano davanti alla scuola lanciando petardi, accendendo fumogeni e compiendo sgasate con i motorini, rendendo difficoltoso l'ingresso per chi deve seguire le lezioni. "Ci sentiamo oppressi", ha detto la preside, che ha definito i giorni recenti caratterizzati da tensione e da un presidio continuo degli accessi.
La mattinata era iniziata con oltre mille studenti diretti alle aule; fuori dall'istituto, secondo quanto riferito dalla dirigente, un gruppo di circa ottanta ragazzi ha iniziato a lanciare petardi e fumogeni e a sgasare con i motorini. Dopo un confronto tra la preside e una delegazione di ragazzi, una parte di quel gruppo — circa trenta persone — si è staccata e ha raggiunto uno degli accessi, scavalcando poi il muretto per correre nel cortile.
Il personale scolastico ha dovuto modificare rapidamente i percorsi di ingresso per garantire la sicurezza di studenti e insegnanti. "Non si sono limitati a stare per strada a urlare, tirare petardi e fumogeni, ma lo hanno fatto anche nel cortile della scuola", ha spiegato Balestri, che ha sottolineato la differenza tra quanto avvenuto e una protesta studentesca organizzata: "Questa non sarebbe un'occupazione, sarebbe una cosa del tutto diversa: un'aggressione a scuola aperta da parte di persone sconosciute e probabilmente anche malintenzionate".
La dirigente ha precisato che "non sono tutti nostri studenti, alcuni non sono meglio identificati e qualcuno ha anche il volto parzialmente coperto" e ha aggiunto che, a suo osservare, i giovani presenti sarebbero in gran parte minorenni, "più o meno di prima o seconda superiore". Per affrontare la situazione la scuola, che conta circa duemila iscritti, ha attivato un presidio degli accessi: "Iniziamo con la vigilanza, ci siamo noi e ci sono i collaboratori. Io stessa arrivo alle cinque o alle sei del mattino per presidiare tutti i cancelli", ha raccontato Balestri.
Dietro la tensione c'è anche il clima di mobilitazione che coinvolge diversi istituti fiorentini: alcuni ragazzi avrebbero detto di essere stati sollecitati da studenti di altre scuole a partecipare a proteste e a occupazioni. Per provare a offrire uno spazio di confronto, la preside ha proposto di anticipare un'autogestione già in programma, mentre il collettivo studentesco sta lavorando a questa iniziativa. Balestri ha riferito di aver dedicato la giornata precedente a un'assemblea con insegnanti e staff per comprendere le richieste degli studenti e costruire una piattaforma di dialogo.
La dirigente ha ricordato che il dialogo con gli studenti è sempre stato costruttivo in passato: "I ragazzi vanno sempre ascoltati e possono insegnarci molto"; nelle esperienze precedenti le iniziative studentesche, inclusa l'autogestione dell'anno scorso, si erano svolte senza episodi di questo tipo. Per la preside, dunque, quanto accaduto in questi giorni rappresenta un'anomalia rispetto al rapporto consolidato con gli studenti dell'istituto.