Firenze · 21 Ottobre 2026

Sospetto caso di antrace, cinquantenne trasferito da Prato a Careggi per accertamenti

Arrivato al pronto soccorso di Santo Stefano il 20 ottobre, è stato trattenuto nella 'camera calda' e poi trasferito al reparto di Malattie infettive di Careggi

Sospetto caso di antrace, cinquantenne trasferito da Prato a Careggi per accertamenti
Immagini realistiche prodotte fedelmente al contesto della notizia con Freia

Nel pomeriggio del 20 ottobre un uomo di circa 50 anni è arrivato in ambulanza al pronto soccorso dell'ospedale Santo Stefano di Prato con un quadro clinico che ha reso necessari ulteriori accertamenti per un sospetto caso di antrace. Il paziente ha riferito di essere di ritorno da un viaggio di lavoro in Zambia, in una zona nella quale erano stati segnalati casi di infezione.

All'arrivo il paziente è stato trattenuto nella cosiddetta «camera calda», l’area di accesso destinata all’arrivo dei mezzi di soccorso. Per consentire gli approfondimenti in condizioni di sicurezza l’area è stata temporaneamente interdetta all’ingresso di altri mezzi e persone per circa mezz’ora. Il personale sanitario ha adottato le misure di protezione previste, utilizzando i dispositivi di sicurezza previsti per questo tipo di situazione.

Al termine dei primi accertamenti è stato disposto il trasferimento dell’uomo al reparto di Malattie infettive dell’ospedale di Careggi, dove saranno eseguiti ulteriori approfondimenti clinici. Dalle informazioni disponibili le sue condizioni non destano, al momento, particolari preoccupazioni.

L’Istituto superiore di sanità (Iss) ricorda che l’antrace, detto anche carbonchio, è una malattia rara causata dal Bacillus anthracis, un batterio capace di formare spore che si trovano comunemente nell’ambiente. Quando le spore entrano nell’organismo di un animale o dell’uomo, in presenza di acqua ed elementi nutritivi possono attivarsi: i batteri si moltiplicano, si diffondono e producono tossine che possono causare danni cellulari e tessutali e, in certi casi, una malattia grave.

L’Iss specifica inoltre che esistono prove di trasmissione da persona a persona, e segnala la possibilità che le lesioni cutanee causate dall’antrace siano contagiose tramite contatto diretto o tramite oggetti contaminati.

Fonte: Raccontiamo Firenze

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