Operazione "Plata 2025": 26 indagati e sequestri tra Trento e la provincia di Brescia
I carabinieri sequestrano 17,5 kg di stupefacenti, cinque armi, numerosi anabolizzanti e oltre 54.000 euro. L’indagine è coordinata dalla Procura di Trento
Ventisei persone, 23 uomini e tre donne, sono finite al centro dell’operazione "Plata 2025", avviata all'alba del 20 ottobre 2026 tra le province di Trento e Brescia. Quattordici degli indagati sono cittadini stranieri. Le ordinanze di custodia cautelare sono state emesse dal gip del Tribunale di Trento su richiesta della Procura della Repubblica.
L’inchiesta, condotta dalla Compagnia di Borgo Valsugana e dal Nucleo radiomobile dei carabinieri di Borgo Valsugana, ha riguardato un presunto traffico di cocaina e hashish, la commercializzazione illegale di sostanze dopanti e alcuni furti in abitazione. L’attività investigativa si è svolta da maggio 2025 a giugno 2026.
Nel corso delle indagini sono stati complessivamente sequestrati 5,5 kg di cocaina e 12 kg di hashish, per un totale di 17,5 kg, oltre a cinque armi da fuoco ritenute provenienti da furti in abitazione e a ingenti quantitativi di sostanze dopanti. Sul fronte economico sono stati sequestrati oltre 54.000 euro in contanti.
Gli investigatori hanno impiegato pedinamenti, servizi di osservazione, intercettazioni e altre tecniche di monitoraggio, documentando circa 800 cessioni di droga. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, la rete era composta da cittadini italiani e stranieri residenti in Valsugana e in altre zone della provincia di Trento e si occupava principalmente della distribuzione di cocaina e hashish, con rifornimenti provenienti prevalentemente dalla Lombardia.
La droga sarebbe stata trasportata in Trentino da corrieri o dagli stessi spacciatori locali, in alcuni casi usando auto prese a noleggio. La rete avrebbe rifornito con continuità circa cento consumatori di diverse età e condizioni sociali; tra i clienti gli inquirenti indicano anche minorenni con più di 14 anni. Le cessioni si sarebbero concentrate in vari comuni trentini, tra cui Borgo Valsugana, Levico Terme, Caldonazzo e Pergine Valsugana, oltre alle città di Trento e Rovereto.
Un filone dell'indagine riguarda inoltre la vendita illegale di farmaci e preparati anabolizzanti. Durante una perquisizione nel maggio scorso i militari hanno trovato un ingente quantitativo di sostanze acquistate clandestinamente online e destinate, secondo l’ipotesi investigativa, alla rivendita. Per eludere i controlli le spedizioni sarebbero state intestate a una società di manutenzione di ascensori del Sud Italia e consegnate a indirizzi diversi da quelli degli indagati.
Sono state sequestrate 29 tipologie di preparati, tra cui steroidi anabolizzanti orali e iniettabili (testosterone, trembolone, drostanolone, primobolan, winstrol, dianabol, nandrolone), fiale anonime indicate come ormone della crescita e altri prodotti quali insulina, diuretici, ormoni tiroidei e farmaci di supporto.
La fase esecutiva ha coinvolto complessivamente 140 militari del Comando provinciale dei carabinieri di Trento e della Stazione di Gavardo, oltre al Nucleo elicotteri dei carabinieri di Bolzano, alle unità cinofile antidroga di Laives, alla Guardia di finanza e alla Polizia locale di Trento.
Le perquisizioni domiciliari hanno portato al sequestro di ulteriori quantitativi di anabolizzanti difficilmente reperibili sul mercato e di circa 400 grammi di stupefacenti (hashish, cocaina e ketamina). In questa fase sono stati recuperati altresì altri 42.500 euro in contanti.
Prima dell’intervento odierno l’attività investigativa aveva già portato all’arresto in flagranza di nove persone e alla denuncia di altre undici. Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di traffico e detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio, approvvigionamento e detenzione di sostanze dopanti destinate alla vendita illegale e furto in abitazione in concorso.