Appelli sui social rilanciano la mobilitazione per il 24 ottobre a Brescia
Dopo la manifestazione del 17 ottobre con scontri in piazza Paolo VI e i disordini di questa mattina a Iseo, sui social circola l'invito a tornare in piazza
Sui social, e in particolare su TikTok, è ripreso a circolare un invito a scendere in piazza sabato 24 ottobre con lo slogan «L’Italia come la Francia». Gli account che rilanciano l’appello non risultano al momento riconducibili alla cordata di cittadini che ha organizzato la manifestazione di sabato 17 ottobre, nota come "L'Italia in piazza", né a figure pubbliche identificate; non è quindi chiaro se si tratti di proseguimenti della stessa mobilitazione o di iniziative autonome.
Il 17 ottobre a Brescia migliaia di persone hanno partecipato alla manifestazione contro l'aumento del costo della vita. Il corteo è stato pacifico per gran parte del percorso, ma secondo testimonianze la situazione è degenerata al termine in piazza Paolo VI: la presenza di un gruppo di giovani di estrema destra sarebbe stata tra le cause dell'innalzamento della tensione, che ha portato a scontri tra manifestanti e forze dell'ordine, con tavolini rovesciati, lancio di oggetti e l'uso di lacrimogeni.
La Questura ha fatto un bilancio temporaneo parlando di una decina di ragazzi denunciati, tra minorenni e neomaggiorenni, e del sequestro di bastoni e manganelli; sono in corso verifiche e l'esame dei filmati per individuare altri responsabili.
Nella mattinata successiva si sono registrati nuovi disordini a Iseo, dove un presidio di studenti davanti all'istituto Antonietti, caratterizzato dal lancio di fumogeni e oggetti, ha richiesto l'intervento delle forze dell'ordine e ha portato a nuove identificazioni.
Inoltre, confermato ufficialmente è lo sciopero generale proclamato dall'Unione Sindacale di Base per venerdì 30 ottobre: tra le motivazioni indicate dagli organizzatori figurano la protesta contro il carovita, il blocco degli affitti e delle tariffe, la difesa dei salari, della scuola statale e dei servizi pubblici e il rifiuto dell'aumento delle spese militari.