Piazza Duomo, una decina di giovani identificati e denunciati dopo gli scontri alla manifestazione
Tra gli indagati ci sono minorenni e ragazzi appena maggiorenni; la Polizia sta esaminando i filmati per individuare altri partecipanti
La Questura di Brescia ha reso noti i primi provvedimenti a seguito degli incidenti avvenuti in piazza Duomo durante la manifestazione "Italia in piazza": una decina di partecipanti sono stati identificati, perquisiti e denunciati. Tra i coinvolti ci sono minorenni e ragazzi di recente maggiore età.
Gli episodi si sono verificati sabato, quando sarebbero stati rovesciati tavolini e alcuni manifestanti avrebbero lanciato oggetti contro le forze dell'ordine, che hanno risposto con il lancio di lacrimogeni.
Nel corso delle perquisizioni gli agenti avrebbero sequestrato manganelli e bastoni, ma gli accertamenti non sono conclusi: gli uomini della Polizia di Stato stanno analizzando i filmati per individuare altre persone coinvolte.
Sulle violenze è intervenuta la sindaca di Brescia, Castelletti, che ha condannato quanto accaduto: "Quanto accaduto in piazza Duomo è grave e merita una condanna netta. Il lancio di sedie, tavolini, bicchieri e petardi contro le forze dell’ordine è inaccettabile e non ha nulla a che vedere con il diritto di manifestare. Esprimo la mia vicinanza agli agenti impegnati nella gestione della piazza e ai lavoratori e alle lavoratrici dei locali che si sono trovati loro malgrado coinvolti. Sono sollevata dal fatto che, secondo le prime informazioni, non si siano registrati feriti."
La sindaca ha aggiunto: "Quello di Brescia, purtroppo, non è un caso isolato. In diverse città italiane stiamo assistendo a una dinamica simile, con manifestazioni molto partecipate che a un certo punto degenerano per l’azione di gruppi ristretti. Non sappiamo quali siano le intenzioni di chi provoca queste situazioni, ma il ripetersi di episodi così simili merita una riflessione seria, anche perché a pagarne le conseguenze sono soprattutto le persone che scendono in piazza pacificamente. A Brescia c’erano migliaia di manifestanti, che avevano il diritto di essere lì perché autorizzati dalla Questura, moltissimi erano giovani e chiedevano attenzione su questioni concrete: il costo della vita, le difficoltà economiche delle famiglie, la possibilità di costruirsi un futuro. Temi sui quali la politica è chiamata a confrontarsi e a dare risposte. E invece il rischio è che di questa giornata rimangano soltanto le immagini delle tensioni, mentre tutto il resto passa in secondo piano."
Concludendo il suo messaggio, la prima cittadina ha detto: "Brescia ha una lunga tradizione di partecipazione civile e di mobilitazioni, anche aspre. Non possiamo permettere che questa libertà venga compromessa da chi approfitta di una manifestazione per compiere atti di violenza. Allo stesso tempo non possiamo accettare che episodi come quello di oggi diventino la misura con cui giudicare ogni forma di protesta."