Insulti e minacce su Instagram, la sindaca di Brescia presenta denuncia dopo la foto con tre rapper
Laura Castelletti rende pubblica la vicenda e segnala una crescita dell'odio online; la storia è stata rilanciata dalla pagina 'Soldato Audace'
Laura Castelletti ha presentato denuncia alle autorità dopo gli insulti ricevuti online in seguito alla diffusione di una storia Instagram che la prendeva di mira.
La vicenda è nata da una foto in cui la prima cittadina compare sorridente insieme a tre giovani rapper bresciani — Asaprroku, Sgheb e Ot Flame del progetto Brescia Kids — intercettata mentre la sindaca era a margine dell’incontro con il quartiere di Sant’Eufemia, mercoledì scorso. La storia è stata ripresa dalla pagina "Soldato Audace" e quindi condivisa da altri utenti.
La pagina Instagram, con oltre 132mila follower, è descritta dalla fonte come uno dei contenitori social vicini alle destre identitarie e rilancia contenuti caratterizzati da richiami nostalgici e messaggi ostili all’immigrazione e alle politiche d’integrazione. Nel post che ha preso di mira la sindaca compariva la scritta "Te possino dà tante cortellate".
Tra i commenti rilanciati dagli utenti, la fonte riporta anche frasi rivolte direttamente alla sindaca come: "Ospitane una decina o un paio a casa sua se è così accogliente. Facile con i soldi dei bresciani".
Castelletti ha scelto di rendere pubblica la vicenda oltre a formalizzare la denuncia, spiegando che l’obiettivo è richiamare l’attenzione su un fenomeno più ampio che va oltre la sua persona. "Non voglio abituarmi a questo odio, a questa violenza, alle minacce, a chi ne ride e le tratta come se fosse spettacolo", ha detto la sindaca.
"Io ho le spalle larghe, strumenti ed esperienza — ha aggiunto — ciò che mi preoccupa davvero è come la possano vivere tante altre persone meno attrezzate che, davanti a commenti molto pesanti, violenti, insultanti, hanno meno strumenti per reagire e rispondere".
Castelletti ha inoltre sottolineato che il fenomeno sembrerebbe coinvolgere anche meccanismi di genere, rilevando come essere donna e ricoprire un incarico istituzionale possa rappresentare un’aggravante nell’esposizione a insulti e minacce.
"Chiedo di difendere il diritto di vivere senza essere minacciati, di esprimere le proprie idee senza essere umiliati, di essere trattati come esseri umani", ha concluso la sindaca, ribadendo che la questione non dovrebbe avere colore politico.