Procura chiede anni di carcere per i presunti protagonisti del blitz alla Cavifer di Montichiari
Nel corso dell'udienza con rito abbreviato a Brescia il pm ha avanzato richieste di pena per i principali imputati coinvolti nel tentato omicidio dell'imprenditore Angelo Ferandi
L'imprenditore Angelo Ferandi, titolare della Cavifer di Montichiari, fu assalito nel marzo di due anni fa da un commando armato mentre chiudeva il cancello della sua azienda. Sei proiettili lo raggiunsero a gambe, braccia e addome, fortunatamente senza colpire organi vitali; l'episodio sarebbe riconducibile, secondo quanto emerso nelle indagini, a un debito non saldato.
Circa un anno e mezzo dopo una vasta operazione dei carabinieri si concluse con l'arresto di otto persone ritenute coinvolte a vario titolo nel tentato omicidio e in altri reati collegati a droga, armi e fatture false. Le indagini furono affidate al Nucleo investigativo della Compagnia carabinieri di Brescia e coordinate dalla Procura: dalle attività emersero otto misure cautelari, quattro in carcere e quattro agli arresti domiciliari.
Nel corso dell'udienza con rito abbreviato celebrata a Brescia davanti al gup Andrea Guerrerio nella giornata di martedì 13 ottobre, il sostituto procuratore Francesco Carlo Milanesi ha chiesto condanne complessive per decine di anni di reclusione a carico degli imputati.
Per Denis Sinani, 38 anni, di origini albanesi e residente in Danimarca, indicato dall'accusa come uno degli esecutori materiali dell'agguato, la pubblica accusa ha chiesto 11 anni e 4 mesi di carcere.
Per Giulio Badini, 74 anni, di Novara, ritenuto responsabile della procura delle armi utilizzate durante l'assalto, è stata richiesta una pena di 6 anni e 8 mesi.
Per Francesco Colicchio, ex agente della Polizia Locale di Desenzano, la richiesta di condanna avanzata dal pm è di 7 anni e 4 mesi.
Per gli altri imputati a processo sono state chieste pene di entità minore; le accuse nei loro confronti riguardano, tra l'altro, reati fiscali e fattispecie connesse allo spaccio di stupefacenti.
In parallelo all'attività dei carabinieri, la Guardia di Finanza ha eseguito 19 perquisizioni in sette province, tra cui Brescia, per approfondire ipotesi di reati fiscali e tributari collegati alle presunte attività criminali della banda.
Tutti gli imputati restano presunti innocenti fino a sentenza definitiva.