Brescia · 12 Ottobre 2026

Denunciato un 30enne per un commento pubblicato sulla pagina Facebook della Questura di Brescia

La Digos lo ha individuato dopo un post sui sei Daspo legati alla partita Union Brescia-Treviso; le ipotesi di reato sono diffamazione aggravata e vilipendio alle istituzioni

Denunciato un 30enne per un commento pubblicato sulla pagina Facebook della Questura di Brescia
Immagini realistiche prodotte fedelmente al contesto della notizia con Freia

La Digos della Questura di Brescia ha individuato e denunciato un trentenne residente in provincia per un commento ritenuto offensivo pubblicato sulla pagina Facebook della Questura stessa. L'uomo è accusato delle ipotesi di reato di diffamazione aggravata e vilipendio alle istituzioni.

L'episodio è collegato a un post pubblicato martedì 29 settembre, che informava dell'emissione di sei Daspo nei confronti di altrettanti sostenitori dell'Union Brescia. I provvedimenti facevano seguito ai fatti occorsi dopo la partita contro il Treviso, disputata il 17 settembre allo stadio Mario Rigamonti e valida per il campionato di Serie C.

Secondo quanto ricostruito dalla polizia, al termine dell'incontro alcuni tifosi avrebbero tentato di assaltare il pullman dei sostenitori trevigiani, con esplosioni di fumogeni e il lancio di oggetti.

Nel commentare il post, il 30enne avrebbe usato espressioni offensive e denigratorie nei confronti delle istituzioni, con riferimento in particolare alla Polizia di Stato. Gli investigatori della Digos lo hanno individuato in breve tempo; l'uomo è stato poi convocato in Questura e denunciato alla Procura della Repubblica.

Spetterà ora all'autorità giudiziaria valutare i fatti e le eventuali responsabilità. La Questura ha ricordato che «le opinioni e i giudizi espressi sono sottoposti alle stesse regole e alle stesse leggi che regolamentano i normali rapporti interpersonali e con le Istituzioni: di conseguenza, le offese e le ingiurie esternate a mezzo social costituiscono fattispecie di reato aggravate dall’utilizzo di un mezzo di comunicazione di massa».

Fonte: Raccontiamo Brescia

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