Salmonella nelle mense della Valtrompia: la Procura apre un fascicolo per lesioni colpose
Circa 120 persone coinvolte a settembre, indagini affidate al Nas per ricostruire la filiera e le forniture
La Procura della Repubblica di Brescia ha aperto un fascicolo, al momento contro ignoti, ipotizzando il reato di lesioni colpose in relazione ai casi di tossinfezione che nella seconda settimana di settembre hanno interessato circa 120 persone, in larga parte bambini, nelle mense scolastiche della Valtrompia.
L’inchiesta è affidata alla sostituta procuratrice Lisa Saccaro, che ha delegato gli accertamenti al Nucleo antisofisticazioni e sanità (Nas) dei carabinieri. Finora una quindicina di famiglie hanno formalizzato denuncia; altre si sono rivolte ai militari per informazioni su come procedere.
I casi avevano colpito prevalentemente bambini che frequentano asili nido e scuole dell’infanzia nei Comuni di Concesio, Brozzo di Marcheno, Inzino, Magno, Gardone Val Trompia e Sarezzo. Per oltre una dozzina di piccoli era stato necessario il ricovero.
Tra gli elementi sotto esame dagli investigatori ci sono i pomodorini impiegati per una preparazione a base di pasta e mozzarella servita nelle mense. Secondo quanto comunicato dall’azienda che gestisce il servizio, Markas, la polpa dei pomodorini era stata sottoposta alle consuete procedure di lavaggio e sanificazione prima dell’utilizzo. Tra il 10 e l’11 settembre il centro cottura di Inzino aveva preparato oltre 420 pasti.
Il 23 settembre il ministero della Salute ha disposto il richiamo di un lotto di pomodorini ciliegia provenienti dalla Sicilia risultato contaminato da salmonella; prodotti dello stesso tipo sarebbero stati distribuiti anche in altre regioni, tra cui la Puglia, dove in quel periodo si erano registrati altri casi di tossinfezione.
Gli accertamenti dovranno ricostruire la filiera delle forniture: i carabinieri dovranno risalire ai fornitori, seguire i passaggi della distribuzione e verificare quali alimenti siano stati utilizzati nei giorni interessati. Le verifiche riguarderanno inoltre le cucine dove sono stati preparati i pasti, le attrezzature e il personale impiegato.
Si dovrà stabilire se la contaminazione sia effettivamente riconducibile ai pomodorini o se abbiano contribuito altri alimenti o fattori, compresa la possibile contaminazione tramite acqua di irrigazione. Sarà anche verificato se la stessa fornitura abbia raggiunto altre strutture, anche al di fuori della Valtrompia, coinvolgendo le autorità sanitarie di diverse regioni.
Al termine delle indagini e degli accertamenti tecnici potrà essere chiarita con maggiore precisione l’origine dell’episodio e valutata l’eventuale sussistenza di responsabilità.