Brescia · 09 Ottobre 2026

Operazione “Upriver”: sette arresti e la Postale di Brescia tra le forze coinvolte

L'inchiesta coordinata dalla Procura di Milano ha portato al sequestro di oltre 100mila file e circa 30 dispositivi per più di 26mila gigabyte

Operazione “Upriver”: sette arresti e la Postale di Brescia tra le forze coinvolte
Immagini realistiche prodotte fedelmente al contesto della notizia con Freia

La Polizia di Stato ha condotto l'operazione denominata “Upriver”, che si è conclusa con sette arresti in flagranza e sette persone denunciate. L'attività è stata coordinata dalla Procura della Repubblica di Milano.

L'inchiesta, avviata lo scorso anno nell'ambito della cooperazione internazionale di polizia, è stata portata avanti dal Centro operativo per la sicurezza cibernetica di Milano con il supporto del Centro nazionale per il contrasto alla pedopornografia online della Polizia Postale.

Gli investigatori hanno monitorato nel tempo diversi canali web utilizzati per la diffusione di materiale illecito anche oltre i confini nazionali, individuando account attraverso i quali venivano condivisi e scaricati immagini e video di natura pedopornografica.

Le perquisizioni hanno portato all'arresto in flagranza di sette persone, di età compresa tra i 38 e i 78 anni: due sono state individuate nella provincia di Milano, due in quella di Bergamo, una in provincia di Varese, una nel Vicentino e una a Firenze. Altre sette persone sono state denunciate e nei loro confronti sono stati posti sotto sequestro dispositivi ritenuti utili alle indagini.

Nel corso dell'operazione sono stati sequestrati oltre 100.000 file tra immagini e video e circa trenta dispositivi informatici — tra smartphone, tablet, computer e hard disk — per una quantità complessiva di dati che supera i 26.000 gigabyte.

All'attività hanno partecipato più di 60 agenti della Polizia Postale provenienti dai centri operativi e dalle sezioni di Milano, Bergamo, Brescia, Varese, Mantova, Pavia, Como, Vercelli, Verona, Ascoli Piceno, Vicenza e Firenze.

Si ricorda che le persone coinvolte sono in stato di arresto o indagate; valgono la presunzione di innocenza e le tutele previste dalla legge fino a eventuale condanna definitiva.

Fonte: Raccontiamo Brescia

Torna a Brescia