Fanghi contaminati, la Corte d'Appello di Brescia conferma la condanna all'imprenditore Giustacchini
Confermata la pena a 1 anno e 4 mesi (sospesa); Wte dovrà ripristinare i terreni, le autorizzazioni revocate e una multa di 77mila euro
La Corte d'Appello di Brescia ha confermato la condanna a carico di Giuseppe Giustacchini, titolare dell'azienda Wte, accusata di aver sversato fanghi contaminati spacciati per fertilizzanti. L'azienda ha sede legale a Brescia e impianti operativi a Calcinato, Calvisano e Quinzano d'Oglio.
Come in primo grado, con il rito abbreviato, Giustacchini è stato condannato a 1 anno e 4 mesi di reclusione, con pena sospesa, per il reato di traffico illecito di rifiuti. La Corte ha inoltre confermato il riconoscimento di una provvisionale a favore dei Comuni di Calvisano, Lonato e Visano, alla Provincia di Brescia e alla Provincia di Cremona e al Comitato Cittadini.
All'azienda Wte è stata revocata l'autorizzazione a operare; dovrà provvedere al ripristino dei luoghi ritenuti inquinati e al pagamento di una multa di 77.000 euro.
Secondo quanto ricostruito nell'inchiesta, condotta dai Carabinieri Forestali e coordinata dalla Procura di Brescia, il presunto traffico illecito di rifiuti sarebbe avvenuto tra gennaio 2018 e agosto 2019. In quel periodo sarebbero state trasportate e distribuite 150.000 tonnellate di fanghi contaminati, su oltre 3.000 ettari di terreni agricoli in Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia Romagna, in più di 30 Comuni delle province di Brescia, Mantova, Cremona, Milano, Pavia, Lodi, Como, Varese, Verona, Novara, Vercelli e Piacenza. Nell'inchiesta si ipotizza che i profitti illeciti derivanti dall'attività si siano attestati oltre i 12 milioni di euro.
La difesa di Giustacchini ha sostenuto che i materiali distribuiti non fossero rifiuti ma fertilizzanti e ha negato l'esistenza del presunto guadagno illecito. Le motivazioni della sentenza di appello dovranno essere depositate entro 80 giorni dall'udienza.
Fonte: Raccontiamo Brescia, articolo pubblicato il 5 ottobre 2026.