Brescia · 29 Settembre 2026

Sequestro a Chiari: sigilli all’impianto Green Energy nell’inchiesta sul digestato

I Carabinieri Forestali e tecnici Arpa hanno eseguito il provvedimento il 29 settembre; secondo l’accusa oltre 144mila tonnellate di rifiuti liquidi sarebbero state distribuite sui campi

I provvedimenti sono stati eseguiti all’alba di martedì 29 settembre dai Carabinieri Forestali con la collaborazione dei tecnici di Arpa, su disposizione del gip del Tribunale di Brescia e su richiesta della Direzione distrettuale antimafia. È stato sequestrato l’impianto Green Energy di Chiari e le strutture della società che lo gestisce.

L’indagine, partita nel gennaio 2024, riguarda fatti che gli investigatori collocano tra il 2022 e il 2024. Secondo l’accusa, sarebbero state illecitamente disperse sui terreni agricoli oltre 144mila tonnellate di rifiuti liquidi prodotti durante la lavorazione per la produzione di biogas.

Gli inquirenti sostengono che il materiale di scarto, il cosiddetto digestato, conteneva quantità di azoto fino a quattro volte superiori a quelle dichiarate. Sempre secondo l’accusa, il sistema previsto per ridurre l’azoto sarebbe rimasto spento o inattivo per lunghi periodi, con la presunta finalità economica di evitare i costi di trattamento e incrementare così i profitti dalla produzione di energia.

Per gli investigatori il comportamento avrebbe determinato un vantaggio economico per la società di oltre 800mila euro in tre anni, derivante dal risparmio sui trattamenti necessari. Sui terreni sarebbe stata superata in modo significativo la quantità di azoto consentita nelle aree particolarmente esposte all’inquinamento da nitrati; il limite previsto è di 170 chili di azoto per ettaro all’anno.

Il digestato sarebbe stato distribuito su terreni di otto Comuni: nel Bresciano Chiari, Coccaglio, Pontoglio, Cologne, Palazzolo sull’Oglio e Urago d’Oglio; nella Bergamasca Palosco e Mornico al Serio.

Quattro persone risultano indagate. Le contestazioni, a vario titolo, riguardano traffico illecito di rifiuti, smaltimento illecito, falso e impedimento dei controlli. Anche la società è coinvolta nell’inchiesta per una possibile responsabilità amministrativa collegata ai reati contestati.

Si riportano le accuse così come formulate dagli inquirenti; le persone coinvolte mantengono la presunzione di innocenza fino a eventuali decisioni definitive dell’autorità giudiziaria.

Fonte: Raccontiamo Brescia

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