Car sharing elettrico: a Brescia il servizio si fermerà il 1° settembre
E-Vai sospende il servizio per i privati in tutta la Lombardia; Palazzo Loggia annuncia azioni legali e chiede a Brescia Mobilità un piano alternativo
La sospensione del servizio di car sharing elettrico è stata fissata da E-Vai per il 1° settembre. A Brescia saranno interessate venti vetture di e-Automia distribuite in diciannove postazioni e trentotto stalli; l'interruzione avverrà con quasi due anni di anticipo rispetto alla scadenza contrattuale prevista per febbraio 2028. La decisione riguarda il servizio rivolto ai privati sull'intero territorio lombardo.
Secondo la direzione generale di E-Vai — società del Gruppo FNM — la scelta è stata determinata dal «mutamento radicale dei costi operativi». L'impennata dei prezzi dell'energia elettrica, dei carburanti e dei canoni di noleggio ha reso «insostenibile» la gestione della mobilità condivisa, spiegano dall'azienda, che annuncia una riorganizzazione del modello di business regionale.
La notizia ha provocato reazioni politiche a Palazzo Loggia. Il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia — Mattia Margaroli, Giovanni Posio, Carlo Andreoli, Mariangela Ferrari e Mariachiara Fornasari — ha definito la vicenda «un nuovo problema per la mobilità cittadina» e «un fallimento delle politiche sulla mobilità». Margaroli ha parlato di «smantellamento di un servizio esistente tanto utile e gradito dall'utenza» e ha collegato la situazione ad altre misure locali come la rimozione della gratuità di sosta per le auto elettriche e i rincari delle strisce blu. Posio e Fornasari hanno esteso le critiche anche alle difficoltà relative alla variante generale del PGT.
Il vicesindaco e assessore alla Mobilità Federico Manzoni ha risposto definendo le accuse «una polemica strumentale» e affermando che «Il Comune non solo non è responsabile di tale disservizio ma è a tutti gli effetti parte lesa». L'amministrazione, ha detto Manzoni, ha incaricato Brescia Mobilità di contestare la scelta di E-Vai e di attivare gli strumenti legali per tutelare il Comune dal danno da disservizio e di immagine. Brescia Mobilità è stata inoltre incaricata di studiare un piano alternativo per mantenere un servizio di car sharing in città qualora l'operatore non tornasse sui suoi passi, pur riconoscendo che la costruzione di un'alternativa richiede tempi tecnici considerati incompatibili con la decisione unilaterale dell'operatore.
Con 1.689 noleggi registrati nel 2025, il car sharing elettrico costituisce una componente della mobilità integrata bresciana. Con l'avvicinarsi del 1° settembre, le prossime settimane saranno decisive per le interlocuzioni con l'operatore e per definire se la città riuscirà a individuare una soluzione alternativa o se il servizio verrà definitivamente chiuso.