Brescia · 12 Settembre 2026

Strage di piazza della Loggia: Toffaloni ricorre in Cassazione contro lo stop all'appello

Il ricorso mette in discussione l'applicazione della norma della riforma Cartabia ai procedimenti nati per fatti commessi da minorenni

Strage di piazza della Loggia: Toffaloni ricorre in Cassazione contro lo stop all'appello

È la questione della procura speciale necessaria per proporre appello, prevista dall'articolo 581, comma 4, del Codice di procedura penale introdotto dalla riforma Cartabia, al centro del nuovo ricorso relativo a Marco Toffaloni. L'atto è stato firmato dall'avvocato Marco Gallina e depositato in Cassazione contro la pronuncia della Corte d'Appello di Brescia che aveva dichiarato inammissibile l'impugnazione della sentenza di primo grado.

Toffaloni, descritto come ex ordinovista veronese oggi noto come Franco Maria Müller e cittadino svizzero, era stato condannato a trent'anni dal Tribunale per i minorenni. All'epoca della strage del 28 maggio 1974 — l'attentato neofascista che provocò otto vittime e 102 feriti — aveva sedici anni ed è stato ritenuto uno degli esecutori materiali nelle motivazioni del giudice.

La difesa contesta che la norma sulla procura speciale possa essere applicata in modo automatico a un procedimento nato per fatti commessi da minorenne. Nel ricorso si sostiene che il rito minorile ha caratteristiche e finalità rieducative che dovrebbero orientare l'interpretazione delle regole sulle impugnazioni.

Viene inoltre messa in dubbio la ricostruzione della Corte d'Appello, che aveva interpretato come scelta consapevole l'ipotesi di una volontaria estraneità dell'imputato al processo. Dagli atti, secondo la difesa, l'ultimo atto notificato direttamente a Toffaloni risalirebbe al decreto che dispose il giudizio, consegnato il 20 maggio 2023; da quel momento non risulterebbero notifiche dirette né della sentenza del Tribunale per i minorenni né di quella della Corte d'Appello, circostanza che la decisione del 27 marzo aveva invece ritenuto indicativa di conoscenza effettiva e di disinteresse.

L'obiettivo principale del ricorso è ottenere l'annullamento del provvedimento che ha bloccato l'appello e la riapertura del secondo grado di giudizio per consentire una valutazione complessiva delle ragioni difensive. In subordine la difesa chiede che la Suprema Corte chiarisca se la norma della riforma Cartabia sia applicabile ai procedimenti per fatti commessi da minorenni o, in alternativa, che venga sollevata una questione di legittimità costituzionale.

La decisione spetta ora ai giudici della Corte di Cassazione.

Fonte: Raccontiamo Brescia

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